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Il Giambellino prova a rialzarsi con un fondo per l'emergenza

CRONACA
Il Giambellino prova a rialzarsi con un fondo per l'emergenza

Sara, il nome è di fantasia, ha 16 anni e il padre ricoverato in terapia intensiva per coronavirus. Da quando è in ospedale lei e sua madre, abituate ai pochi soldi di un lavoro saltuario, non hanno più nessuna sicurezza economica. Neanche il lusso di potersi permettere le medicine che hanno loro prescritto. Non va meglio nell'appartamento accanto dove un bambino, 7 anni, è curvo da ore sul cellulare per finire i compiti. Poi toccherà ai tre fratelli litigare con una connessione che non è delle migliori, come l'umore in casa: difficile sorridere da quando il papà, ormai due settimane fa, ha perso il lavoro a causa dell’emergenza sanitaria.


Il Covid-19 cambia i volti delle città e, spesso, modifica più velocemente chi già vive in bilico. La fotografia che restituiscono le case popolari del Giambellino di Milano, è di un quartiere vivo, dove gli anziani continuano a convivere con l'alta percentuale di stranieri e di famiglie numerose che con l'esplodere del coronavirus hanno visto aumentare le difficoltà economiche di una crisi che si fa sentire ancora più forte.

"Qui tanti hanno lavori precari che hanno perso, molti lavorano in nero e non avranno diritto ai fondi pubblici e istituzionali stanziati per le spese necessarie, ci sono persone che sono anche senza regolare permesso di soggiorno", racconta all'Adnkronos un socio del Laboratorio di quartiere Giambellino-Lorenteggio che ha lanciato una raccolta fondi per far fronte alle difficoltà di famiglie, anziani, giovani che non possono accedere ai sostegni ufficiali.

L'associazione si muove su più fronti: "ci stiamo occupando della distribuzione dei pacchi alimentari - nell'ambito del programma QuBì - la terza settimana abbiamo aiutato 400 famiglie, un numero doppio rispetto alla settimana precedente, indice di un disagio che aumenta. Ma ci siamo accorti che c'erano dei bisogni scoperti - l'acquisto di medicine, di computer e tablet per far studiare i ragazzi a cui viene garantita una rete di doposcuola, i soldi per le bollette o la connessione - e così è nata l'idea di un fondo".

I promotori "sono dieci tra parrocchie e associazioni della rete territoriale con cui abbiamo definito un regolamento: tutto ciò che sarà raccolto tramite le donazioni sarà utilizzato per gestire l'emergenza e i dettagli delle spese saranno pubblicati in modo trasparente. Chi gestisce il fondo lo farà a titolo volontario". Per chi vuole dare una mano il bonifico è intestato a Laboratorio di Quartiere Giambellino Lorenteggio IBAN: IT57I0623001658000043828723 - Crédit Agricole con la causale: Fondo Giambellino - Emergenza Covid19.



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