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Oltre 1000 mascherine non conformi, scatta il sequestro a Roma

CRONACA

Più di 1.000 mascherine non conformi alla normativa comunitaria e nazionale sono state scoperte dai finanzieri del comando provinciale di Roma in una rivendita di ricambi per telefonia mobile a via dell’Omo, nel quadrante orientale della capitale.

Durante un controllo le Fiamme Gialle del 3° nucleo operativo metropolitano hanno trovato, all’interno di diversi scatoloni, i dispositivi di protezione, sprovvisti del marchio di qualità Ce, e in difetto di qualsivoglia “autodichiarazione” indirizzata all’Istituto Superiore di Sanità e all’Inail per l’attestazione del rispetto dei requisiti di sicurezza, deroga consentita in via eccezionale dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto, oltre a circa 300 articoli contraffatti e a 30.000 euro nascosti all’interno di una valigia, di cui il titolare dell’attività, un cinese, non ha saputo giustificare la provenienza. L’uomo è stato denunciato in Procura per frode in commercio e introduzione nello Stato di prodotti con segni falsi.

Inoltre, in un minimarket di generi alimentari a Tor Pignattara una pattuglia dello stesso reparto, intervenuta in seguito a una segnalazione al numero di pubblica utilità 117, ha scoperto sei panetti di hashish, pari a oltre mezzo chilogrammo di stupefacente, nascosti nel retro-bottega del negozio, accanto a mascherine prive di marchio Ce e del confezionamento necessario a preservarne la sterilità. Per il titolare e il dipendente, entrambi di nazionalità bengalese, è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria di Roma per detenzione di droga ai fini di spaccio e frode in commercio.

Le due operazioni rientrano nel più ampio piano di controlli predisposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza per contrastare i comportamenti illegali e fraudolenti che sfruttano l’attuale emergenza sanitaria determinata dal “Covid-19”.

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