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Coronavirus, chef stellato D’Agostino: "Ripartenza non sarà facile, Stato dia supporto"

CRONACA
Coronavirus, chef stellato D’Agostino: Ripartenza non sarà facile, Stato dia supporto

"La ripartenza non sarà facile. Ci verrà un po’ complicato perché non abbiamo il turismo estero che ci dava molto ossigeno. Lo Stato deve darci supporto, deve immettere liquidità nelle nostre casse, deve snellire la burocrazia e speriamo di riaprire il prima possibile". Lo afferma Pietro D’Agostino, chef ‘stellato Michelin’ dal 2008. Intervistato dall’Adnkronos, lo chef isolano che ha annoverato numerose esperienze di ambasciatore della cucina siciliana nel mondo, aggiunge come alla luce dell’emergenza Coronavirus "che speriamo presto di metterci alle spalle, bisogna dare risorse ai piccoli produttori. Chi deve emergere sono i piccoli artigiani come noi, come i contadini. Non si dimentichi che dietro grandi piatti, dietro grandi prodotti c’è il sudore di uomini e donne che lavorano tutti i giorni". "Bisogna ridare la giusta dignità a queste persone - sottolinea chef D’Agostino- che in tavola ci portano le migliori verdure, la miglior frutta o piuttosto il miglior pesce tutti i giorni". "Io stesso in questi giorni - dice D’Agostino- anziché lo chef, sto facendo il contadino piantando un sacco di verdure nel mio orto personale che ovviamente ‘consumo’ a casa mangiando genuino, stagionale e siciliano. E la sera lavoro a nuovi piatti per il mio ristorante qui a Taormina".


Ma sempre in vista della ‘ripartenza’ del settore ‘food’, Pietro D’Agostino che e’ stato anche l’executive Chef del ristorante Torpedo dell’Hotel Le Meridien Lingotto di Torino, cucinando con la sua brigata per i giocatori e staff della Juventus, evidenzia come "nell’alta ristorazione il made in Italy e nel mio caso il made in Sicily, dovrà farla da padrone come sempre. Bisogna consumere prodotto nostrano, a chilometro zero". E sulle ipotesi di una pronta ripresa della ristorazione anche attraverso il servizio a domicilio, chef D’Agostino che a soli 24 anni, chiamato al ‘Dorchester’ della capitale britannica, realizzo’ un banchetto raffinatissimo per il sultano del Brunei, osserva che "se vuoi provare delle emozioni, delle sensazioni al palato, devi venire al ristorante. Il tocco dello chef lo vedi nel piatto e lo servi immediatamente. Fare un qualcosa che poi viene messo in contenitori, poi arriva a casa - precisa - magari non lo si mangia subito e magari lo si riscalda al microonde, beh anche no. L’alta ristorazione non si presta molto a questo".

"Magari questo sistema del servizio a domicilio -prosegue- può valere per la buona cucina del territorio e della tradizione. Penso ad una buona parmigiana, caponata, un pesce stocco a ghiotta, allora si, e’ buona anche in un contenitore". Chef D’Agostino ricorda infine, che sulle regole de distanziamento "tutti noi dell’alta ristorazione abbiamo sempre avuto un metro, un metro e mezzo di distanza tra i tavoli. Ovviamente avremo accortezze con i ragazzi in sala con guanti e mascherine, così come noi in cucina". I guanti li abbiamo sempre avuti in cucina - conclude chef D’Agostino- e le mascherine andranno cambiate ogni quattro ore. In realtà, queste ultime, stiamo avendo difficoltà a reperirle...".



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