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Coronavirus blocca massoneria: "Tutto fermo, rinviate logge e iniziazioni"

CRONACA
Coronavirus blocca massoneria: Tutto fermo, rinviate logge e iniziazioni

(Fotogramma)

(di Enzo Bonaiuto) - "Tutto fermo, tutto rinviato a tempi migliori". Il coronavirus e le misure per contenere i contagi bloccano anche l'attività della massoneria, come spiega all'AdnKronos il Gran Maestro del Goi, Grande Oriente d'Italia, Stefano Bisi. "Abbiamo avuto all'interno del Goi almeno una decina di vittime, fra cui tre nostri fratelli medici, due nelle Marche e uno in Emilia - riferisce - Li ricorderemo tutti nella Gran Loggia annuale, che quest'anno terremo non più dal 3 al 5 aprile ma dal 11 al 13 settembre, sempre a Rimini".


Il Gran Maestro tiene a sottolineare: "Rispettosi come sempre delle regole dello Stato e ossequiosi ai decreti del Governo, oltre che al buon senso, abbiamo rinviato il nostro più importante appuntamento annuale, la Gran Loggia che in genere vede radunarsi oltre un migliaio di persone, tra i momenti riservati ai soli fratelli massoni e gli appuntamenti pubblici", cui lo scorso anno hanno partecipato fra gli altri da 'esterni' il presidente emerito della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick, l'astronauta Paolo Nespoli e gli scrittori Gianrico Carofiglio e Michele Mirabella.

Inoltre, "ho dovuto disporre purtroppo la sospensione di tutte le tornate rituali delle logge, che solitamente si tengono una volta a settimana e comunque almeno due volte a mese. In precedenza, in tutta la nostra Storia, era successo soltanto nel 1925 con l'avvento del fascismo. Con la sospensione delle logge, vengono ovviamente sospese tutte le iniziazioni, nonché i passaggi di grado". Sono 860 le logge del Goi, con circa 23.000 iscritti, di cui oltre tremila in Toscana e attorno ai duemila in Calabria, Sicilia, Piemonte, Lazio e Lombardia. "Telefono a tanti nostri fratelli, ogni giorno".

Spiega il Gran Maestro del Goi: "Anche se siamo tutti iperconnessi tecnologicamente, non c'è assolutamente nulla che possa sostituire il contatto fisico e lo sguardo fra uomini, che sono la voce del cuore e della mente. Non possono essere sostituiti da una videoconferenza da remoto. Il segreto massonico non si può comunicare e trasmettere senza vivere l'esperienza massonica; e l'esperienza non si può vivere al di fuori del tempio, senza essere circondati e compenetrati dai simboli".

I 'lavori' nel tempio non possono essere sostituiti, quindi, da una sorta di 'smart working' massonico da casa; e non solo per ovvi motivi di riservatezza. "La vita massonica è fatta anche di fisicità. Ad esempio - spiega Stefano Bisi - penso alla catena di unione quando ci si tiene tutti per mano dopo esserci tolti i guanti bianchi rituali, oppure al triplice bacio di saluto prima dell'ingresso nel tempio".

Però, osserva il Gran Maestro, "in questa fase ci si può allenare alla virtù dell'obbedienza, all'osservanza delle regole, all'arte della pazienza. Siamo abituati ad avere, o pretendere di avere, tutto e subito; e invece, in questa fase, tutto e subito non si può pretendere e comunque non si può avere...".

Osservanza e pazienza cui si è sottoposto anche Papa Francesco e con lui l'intera Chiesa cattolica, con l'immagine storica della preghiera davanti a una piazza San Pietro vuota e battuta dalla pioggia... "Quella è stata una immagine che certamente farà la Storia dell'umanità: quella grande solitudine che però non esprime debolezza ma la forza di essere presente e non arretrare", commente il Gran Maestro del Goi.

Si registrano azioni di volontariato o donazioni personali, in questa fase di emergenza da coronavirus? "Sicuramente - risponde Stefano Bisi - ma la nostra regola prevede il conforto e l'aiuto a un'altra persona come 'assolvimento di un dovere gradito e senza ostentazione', dunque queste azioni solidaristiche devono essere spontanee, cioè non sollecitate o indotte da sottoscrizioni nella loggia; e devono avvenire senza darne eccessiva enfasi o pubblicità all'esterno". Regola utile o quanto meno lodabile, anche al di fuori del mondo della massoneria...



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