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L'odissea di Carlotta bloccata ai Caraibi, la mamma: "Qualcuno mi aiuti"

CRONACA
L'odissea di Carlotta bloccata ai Caraibi, la mamma: Qualcuno mi aiuti

Bloccata su un’isola caraibica senza lavoro e presto anche senza una casa. Per Carlotta Bruno, 24 anni il prossimo 9 maggio, Saint-Barthélemy, l’isola famosa per le distese di sabbia bianchissima e i negozi di alta moda, è diventata una prigione. Nel paradiso terrestre amato dai vip è arrivata ai primi di dicembre. In tasca un contratto con una struttura alberghiera e la possibilità di un lavoro che nella sua Palermo gli era stato negato. Un sogno che presto si è trasformato in un incubo. "Ai primi di marzo, dopo aver lasciato l’impiego nell’hotel, ha iniziato a lavorare come cameriera in un ristorante, andava tutto a gonfie vele ma poi è scoppiata la pandemia", racconta all’Adnkronos mamma Maria. Il ristorante chiude i battenti. Impossibile senza turisti restare aperti. E così per Carlotta, così come per una ventina di giovani connazionali bloccati su una delle mete più esclusive dei Caraibi, inizia l’odissea.


Senza lavoro e senza uno stipendio la vita nell’isola dei ricchi diventa impossibile. "A Saint-Barthélemy costa tanto anche fare la spesa", dice la madre. L’unica speranza è il rimpatrio. Così mamma Maria compra il biglietto. Poi la doccia fredda. Frontiere chiuse e voli cancellati. Nessuna data per un possibile rientro. Il 15 maggio, però, Carlotta dovrà lasciare l’alloggio in cui si trova e che il ristorante le aveva messo a disposizione. "Carlotta è spaventata e noi siamo disperati. Senza soldi e senza una casa che farà?".

Da metà aprile si susseguono le mail alla Farnesina. "Ho scritto ogni giorno, e anche più volte al giorno, a nome di mia figlia per chiedere aiuto. Perché le sia consentito il rimpatrio, ma non ho ricevuto nessuna risposta - denuncia mamma Maria -. Siamo abbandonati da tutti. L’unico che si è interessato alla mia storia è Igor (Gelarda, capogruppo della Lega al Consiglio comunale di Palermo, ndr)".

Il Carroccio, attraverso il senatore Stefano Candiani, segretario regionale del partito in Sicilia, infatti, si è subito attivato interessando la Farnesina della vicenda. Quello di Maria è un grido d’aiuto. "Mai avrei pensato che fosse così difficile per una persona ‘normale’ ottenere ascolto. Chiedo al premier Conte, al ministro Di Maio e a chiunque possa farlo di aiutare mia figlia e gli altri ragazzi, che su quell’isola sono andati per lavorare. Fate tornare a casa la mia Carlotta. Se noi siamo una terra di accoglienza non possiamo consentire che i nostri ragazzi siano respinti". Sabato Carlotta compirà 24 anni. "Sarebbe un bel regalo poterla abbracciare. Io ancora lo spero", conclude.  



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