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Lodi, autisti costretti a turni disumani fino a 20 ore

CRONACA
Lodi, autisti costretti a turni disumani fino a 20 ore

(Fotogramma)

Autisti di nazionalità non italiana "sottopagati" e costretti a lavorare "in condizioni degradanti", pena la "minaccia del licenziamento". E' il quadro che emerge nell'ordinanza del gip legata a un'inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura di Lodi su una società di autotrasporto del lodigiano che ha portato a 17 indagati e cinque misure cautelari, tra cui gli arresti domiciliari del titolare. L'inchiesta ha inoltre ricostruito una vera e propria galassia di società costituite con l’unico scopo di evadere il fisco.


Secondo quanto è scritto nell'ordinanza del gip in possesso dell'Adnkronos, i soggetti sentiti dagli inquirenti hanno parlato di "un'attività lavorativa connotata da turni disumani, che arrivavano anche a 20 ore quotidiane, senza che fosse loro corrisposto alcun compenso per lavoro straordinario". "Gli autisti erano così intimoriti dalla possibilità di perdere l'occupazione e in una posizione di netta debolezza tanto da essere costretti ad assecondare il volere societario", si legge nell'ordinanza. In più, secondo quanto riferito da alcuni autotrasportatori ai militari, "alcuni colleghi per poter dormire di notte sui camion da utilizzare corrispondevano ai datori di lavoro un importo quantificabile in duecento/trecento euro mensili".

"Io sto male, mi stavo addormentando sul volante, non vado ad ammazzarmi, non vado ad ammazzare altra gente", spiega un autista in un'intercettazione pubblicata nell'ordinanza. Un altro ancora si lamenta per non essere riuscito a lavarsi da 48 ore: "E' da giugno che non scendo dal camion, mi sto arrugginendo e ho 75 anni...".

La Gdf ha contato dal 2011 al 2018 in tutto 276 sinistri della ditta di autotrasporto. "La media nazionale per singola azienda è notevolmente inferiore, ci sono almeno 14 casi di lesioni personali riscontrate causate da questi autisti e un caso di investimento mortale nei confronti di un cittadino in provincia di Como", ha spiegato il comandante del Gruppo della Guardia di Finanza di Lodi, Domenico Lamarta.

"Le condizioni di lavoro alle quali erano sottoposti i dipendenti della società di logistica, quindi camionisti che rischiavano di mettere a repentaglio l'incolumità altrui, erano particolarmente onerose: erano persone che venivano sottoposte a ritmi massacranti senza giorni di ferie e in attività delicate come il trasporto merci" ha detto il procuratore di Lodi, Domenico Chiaro, in conferenza stampa. L'inchiesta dimostra, ha sottolineato ancora il procuratore, che "lo sfruttamento del lavoro non è presente solo nelle zone al Sud del Paese e non è presente solo nelle campagne, ma è presente dappertutto e va perseguito con la stessa determinazione".

La Gdf ha ricostruito oltre 60 milioni di fatture emesse per operazioni inesistenti, che hanno permesso di creare fondi neri "per oltre 20 milioni di euro" in parte riciclati, e in parte reimpiegati nelle attività aziendali, e che "hanno consentito a questa impresa criminale di accaparrarsi enorme fette di mercato della grande distribuzione organizzata, tanto da farla divenire uno dei gruppi di riferimento nazionale per il trasporto delle merci deperibili". Le misure cautelari hanno permesso di sequestrare beni per altrettanti 20 milioni di euro.



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