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"Ok governo su ciclabilità, ora aumentare fondi e 2 misure a costo zero': appello Ong cicloambientaliste

'In sede di conversione portare investimenti da 20 a 200 mln, doppio senso ciclabile e strade scolastiche'

CRONACA
Ok governo su ciclabilità, ora aumentare fondi e 2 misure a costo zero': appello Ong cicloambientaliste

Il Decreto Rilancio ora in fase di conversione in Parlamento "ha introdotto importanti provvedimenti per aumentare la mobilità ciclabile in ambito urbano. Oltre agli incentivi economici, sono state previste corsie ciclabili in semplice segnaletica e case avanzate agli incroci: seppur parziali, sono misure importanti per favorire l’uso in sicurezza di biciclette e monopattini nelle città italiane".


Lo scrive il Coordinamento dei ciclisti italiani, alleanza tra decine di associazioni e movimenti che si occupano da anni della mobilità sostenibile: tra queste Fiab, Legambiente, Salvaiciclisti, Cittadini per l'Aria, Fondazione Scarponi. In una lettera, inviata a governo, Anci e assessori alla mobilità delle città metropolitane, il Coordinamento avanza proposte di miglioramento del decreto, due di queste a costo zero "ma dall’enorme beneficio per la mobilità e la sicurezza di pedoni e ciclisti urbani: il 'doppio senso ciclabile' e le 'strade scolastiche'; e infine "aumentare dagli attuali 20 a 200 milioni il fondo istituito dal “decreto clima” per finanziare progetti di corsie preferenziali e ora esteso anche a piste ciclabili, e che sia aperto a tutti i Comuni ai quali si applica il 'bonus mobilità' per l’anno 2020".

Il “doppio senso ciclabile” è la possibilità per le bici di percorrere in entrambe le direzioni strade invece a senso unico per i veicoli a motore, "è già in vigore in molti Paesi europei ed è indispensabile per rendere più diretti e veloci gli spostamenti in bicicletta nei centri storici e nelle zone 30 km/h, evitando allungamenti insensati di percorso. Questa misura, da applicare in vie a bassa velocità e ridotto traffico, è sicura perché garantisce reciproco contatto visivo tra chi va in bici e chi guida un’auto: al di là delle percezioni, lo confermano tutte le esperienze europee e anche italiane (l’intero centro di Reggio Emilia è a doppio senso per le bici dal 2008), dove non risulta nessun aumento di incidenti".

"Per 'strade o zone scolastiche' si intende invece l’istituzione di un perimetro di salvaguardia attorno agli istituti scolastici in concomitanza con l’ingresso e l’uscita degli allievi, all’interno del quale sia interdetto il traffico motorizzato e il parcheggio, prioritariamente con isole pedonali anche temporanee. Il risultato è un ambiente urbano più salubre e più sicuro per gli allievi, che proprio in età giovanile sono più vulnerabili agli inquinanti e più a rischio di essere travolti dalle macchine (perfino a volte nelle manovre di carico e scarico dei loro stessi genitori)".

"Da ultimo, chiediamo che nella conversione in legge sia aumentato, dagli attuali 20 a 200 milioni, il fondo istituito dal “decreto clima” per finanziare progetti di corsie preferenziali e ora esteso anche a piste ciclabili, e che sia aperto a tutti i Comuni ai quali si applica il “bonus mobilità” per l’anno 2020. C’è bisogno di almeno dieci volte tanto le risorse stanziate, infatti, per realizzare con urgenza, quest’estate, le corsie ciclabili d’emergenza e tentare di reggere l’onda d’urto della ripresa completa della fase 3 a settembre, a partire dalle grandi città dove il trasporto pubblico subirà una forte riduzione di passeggeri e c’è il più alto rischio di ricorso massiccio all’uso del mezzo privato in assenza di altre opportunità di spostamento".



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