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Maturità, "esclusione privatisti è discriminazione"

CRONACA
Maturità, esclusione privatisti è discriminazione

(Fotogramma)

di Roberta Lanzara


"L'esclusione dei privatisti dall'esame di Maturità a giugno è discriminatoria ed un'occasione perduta per il governo per quanto riguarda il mancato riconoscimento di percorsi altrettanto sostenibili e validi rispetto alla scuola tradizionale, che in tempi di Covid potrebbero essere fortemente utili". La denuncia all'Adnkronos è di Sergio Leali, presidente Laif, L'Associazione istruzione familiare, organizzazione che sostiene gli 'homeschooler' italiani e rappresenta una delle tante realtà nel 'calderone' dei 17.500 privatisti del bel Paese.

Il presidente del Laif afferma: "Siamo stati discriminati". Non regge la giustificazione delle prove preliminari perché "potevano essere anticipate e svolte in modo da far coincidere le tempistiche". La riserva ai test di ammissione all'università, inoltre "è un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Definisce una situazione di ambiguità, che non cancella i disagi". Il risultato? "Penalizzante. Un impegno doppio per i candidati da tener vivo fino a settembre; Un sovraccarico che poteva essere gestito in modo diverso; Una considerazione del tutto inadeguata, da parte del Ministero dell'Istruzione, delle varianti che entrano in gioco" per migliaia di persone.

Non da ultimo, l'incongruenza su quanto deciso riguardo alle modalità di svolgimento degli esami. "Gli esami di idoneità per il passaggio alla classe successiva - spiega - dovranno essere svolti in presenza entro il primo settembre 2020; gli esami di terza media con una tesina in contemporanea agli altri candidati; quelli di maturità nella sessione straordinaria di settembre in presenza e dopo gli esami preliminari che si svolgeranno al termine dell'emergenza epidemiologica", a partire dal 10 luglio prossimo.

"Io penso - commenta Leali - che ci si dimentichi di alcuni documenti fondamentali, riconducibili ad alcuni articoli della Costituzione. Tra cui l'articolo 118 che afferma che lo Stato deve favorire l'iniziativa privata di singoli e associati e deve cooperare in spirito di sussidiarietà. La scuola, come anche rimarca il ministero - ricorda il presidente Laif - è solo uno dei momenti di formazione delle giovani generazioni. Si tratta di rileggerla con attenzione e spirito più libero, onesto e sincero. Il coronavirus - conclude - ha dato un'accelerazione alla metamorfosi del sistema. Che è inarrestabile". Lo Stato ne prenda atto.

Quasi 8mila privatisti ad oggi hanno firmato su Change.org un appello chiedendo "parità di diritti" nello svolgimento della maturità 2020 e rivendicando di non essere "studenti di serie B". L'appello è stato lanciato lo scorso 7 aprile.



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