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Quando Georg Ratzinger disse: "Mio fratello dovrebbe avere il coraggio di dimettersi"

CRONACA
Quando Georg Ratzinger disse: Mio fratello dovrebbe avere il coraggio di dimettersi

(Afp)

"Se non dovesse più farcela dal punto di vista della condizione fisica, mio fratello dovrebbe avere il coraggio di dimettersi". Così Georg Ratzinger, morto a 96 anni a Ratisbona, parlò nel 2011, intervistato da una rivista tedesca. Sarà proprio lui - ricostruisce Vatican News - a ricevere tra i primi, con un anticipo di mesi, notizia della storica decisione di Benedetto XVI di rinunciare al ministero petrino per ragioni legate all’età.


"L’età si fa sentire - aveva commentato Georg dopo l’annuncio del febbraio 2013 - Mio fratello desidera più tranquillità nella vecchiaia". Nonostante i problemi alle gambe e alla vista, il fratello maggiore del Papa emerito ha continuato a viaggiare da Regensburg a Roma, trattenendosi nel monastero Mater Ecclesiae per diversi periodi facendo spesso compagnia a Benedetto XVI.

BENEDETTO XVI: "PER ME UNA GUIDA, MI HA MOSTRATO LA STRADA" - "Dall’inizio della mia vita mio fratello è stato sempre per me non solo compagno, ma anche guida affidabile. È stato per me un punto di orientamento e di riferimento con la chiarezza, la determinazione delle sue decisioni. Mi ha mostrato sempre la strada da prendere, anche in situazioni difficili". Così Benedetto XVI parlava del fratello Georg il 22 agosto 2008, ringraziando il sindaco di Castel Gandolfo che gli aveva concesso la cittadinanza onoraria.

Un legame fortissimo, quello tra i due fratelli, entrati insieme in seminario dopo la guerra. "Mio fratello ed io - aveva detto Georg Ratzinger 11 anni fa durante un’intervista come riporta Vatican News - eravamo entrambi chierichetti, tutti e due servivamo Messa. Ci fu presto chiaro, prima a me e poi a lui, che la nostra vita sarebbe stata a servizio della Chiesa". E aveva condiviso i ricordi dell’infanzia: "A Tittmoning Joseph aveva ricevuto la cresima dal cardinale Michael Faulhaber, il grande arcivescovo di Monaco. Ne era rimasto impressionato e aveva detto che sarebbe voluto diventare anche lui cardinale. Ma, solo qualche giorno dopo quell’incontro, osservando il pittore che tinteggiava i muri di casa nostra, disse anche che da grande avrebbe voluto fare l’imbianchino…".

Dopo aver rievocato gli anni bui della guerra e l’opposizione al nazismo del padre dei fratelli Ratzinger, di professione gendarme, Georg aveva parlato dell’amore per la musica che li accomunava: "Nella nostra casa tutti amavano la musica. Nostro padre aveva una cetra che suonava spesso la sera. Cantavamo insieme. Per noi era sempre un evento. A Marktl sull’Inn, poi, c’era una banda musicale che mi affascinava molto. Ho sempre pensato che la musica sia una delle cose più belle che Dio abbia creato. Anche mio fratello ha sempre amato la musica: forse l’ho contagiato io".

Georg Ratzinger, rileva ancora Vatican News, era un uomo schietto e poco avvezzo alla diplomazia. Ad esempio, non ha mai nascosto di non aver esultato per l’elezione del fratello, avvenuta nell’aprile 2005: "Devo ammettere che non me l’aspettavo - aveva detto - e sono rimasto un po’ deluso... Dati i suoi gravosi impegni, ho capito che il nostro rapporto si sarebbe dovuto ridimensionare notevolmente. In ogni caso, dietro la decisione umana dei cardinali c’è la volontà di Dio, e a questa dobbiamo dire sì".



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