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Coronavirus, procura Firenze indaga su 3 decessi a Careggi

CRONACA
Coronavirus, procura Firenze indaga su 3 decessi a Careggi

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La procura di Firenze ha aperto un fascicolo d'indagine sulla morte di tre persone, decedute per le complicazioni da Covid-19 nel reparto di ematologia dell'ospedale di Careggi, tre risultate negative al tampone al momento del ricovero. L'inchiesta è scattata in seguito all'esposto presentato da un parente di una delle vittime. Anche la direzione sanitaria del policlinico sta conducendo un'indagine epidemiologica per capire come il virus sia entrato nel reparto.


Il primo decesso risale al 29 aprile, riferisce "La Nazione" Una donna di 45 anni è il primo bersaglio del Covid nel reparto di ematologia: era entrata nella degenza di Careggi negativa al virus, risultata poi positiva, e le sue condizioni sono rapidamente precipitate. I familiari hanno presentato un esposto alla procura che ha aperto un fascicolo. La sua cartella clinica è già stata prelevata insieme agli altri documenti che tracciano il suo percorso di ricovero al policlinico. Dopo la sua morte tutti, pazienti e operatori della struttura, sono stati sottoposti nuovamente a tampone: nessuno di loro è risultato positivo.

I controlli con tampone diagnostico, come spiegano dalla direzione dell'azienda ospedaliero universitaria, all'interno di questo reparto, vengono effettuati con cadenza settimanale, sin dall'inizio dell'epidemia. A poco più di due settimane di distanza dal primo decesso, si ammalano altre due persone: compagni di stanza. Un paziente di 43 anni entra in reparto il 14 maggio, dopo aver fatto due tamponi, entrambi negativi, uno il giorno precedente e uno al momento dell'ingresso. L'uomo occupa un letto di una stanza doppia dove c'è già un paziente 65enne, entrato nel reparto di ematologia dopo essere stato in degenza in medicina; anche lui negativo ai tamponi, per ben quattro volte: il test molecolare viene effettuato il 4 maggio e poi ripetuto il 7, l'11 e il 13 maggio, con il medesimo risultato. Al controllo successivo del 20 maggio, scatta l'allarme, perché il tampone stavolta rileva la presenza di coronavirus. Nello stesso giorno emerge la positività anche del compagno di stanza. Gli altri, tutti negativi. Entrambi vengono trasferiti poi affidati alle cure intensive, ma non ce la fanno. L'indagine epidemiologica va avanti: il 29 maggio un operatore del reparto si positivizza al virus anche se asintomatico, ma dal controllo successivo su tutti non vengono rilevate ulteriori positività.



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