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Cosenza, inchiesta 'Sangue infetto': condannato primario

CRONACA
Cosenza, inchiesta 'Sangue infetto': condannato primario

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La Corte di Appello di Catanzaro, confermando la sentenza di primo grado, ha condannato Marcello Bossio, ex primario del reparto di Immunoematologia dell’ospedale Annunziata di Cosenza, e assolto, riformando la prima pronuncia, Osvaldo Perfetti, ex direttore sanitario di presidio dell’Ospedale di Cosenza. Bossio e Perfetti erano imputati nell’ambito dell’inchiesta "Sangue infetto" sulla morte, avvenuta il 4 luglio del 2013, di un pensionato di Rende (Cs), il 79enne Cesare Ruffolo, a causa di una trasfusione con sangue contaminato da un batterio.


Lo stesso sangue utilizzato per la trasfusione effettuata su un secondo paziente, il 37enne Francesco Salvo, che si salvò solo grazie all’intervento dei medici. Ma se nel processo di primo grado i giudici condannarono Bossio a due anni di reclusione e Perfetti a 7 mesi per omissione di atti d’ufficio, somministrazione di medicinali guasti e, dunque, per la morte dovuta a un atto considerato doloso (pena sospesa per entrambi e interdizione dai pubblici uffici per sei mesi), in appello i giudici hanno confermato la sentenza contro l’ex primario, ma assolvendo l’ex direttore sanitario del nosocomio della città dei Bruzi.         



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