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Lombardia Film Commission, c'è un fermo: stava scappando in Brasile

CRONACA
Lombardia Film Commission, c'è un fermo: stava scappando in Brasile

(Fotogramma)

Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano, su disposizione della procura meneghina, ha fermato Luca Sostegni, accusato di peculato ed estorsione nell’ambito della compravendita di un capannone industriale a Cormano, nell’hinterland milanese, avvenuta tra l’immobiliare Andromeda e la Lombardia Film Commission, fondazione no-profit i cui soci sono Regione Lombardia e Comune di Milano. Per Sostegni, fa sapere la procura milanese, si è reso necessario il fermo perché l’uomo era in fuga verso il Brasile.


La vicenda in cui si inserisce il fermo di Sostegni era stata ricostruita da un’inchiesta de ‘L’Espresso’ dell’aprile dell’anno scorso. Secondo il settimanale, il capannone in questione era stato comprato dalla Lombardia Film Commission a un prezzo doppio di quello reale - 800mila euro contro 400mila - dal suo precedente proprietario, la società Andromeda. Quest’ultima, pochi giorni dopo l’operazione, avrebbe girato parte della somma incassata a società in stretti rapporti con la Lega e in particolare con i commercialisti bergamaschi Alberto Di Rubba - al tempo presidente del cda della Lombardia Film Commission - e Andrea Manzoni, uomini molto vicini a Matteo Salvini, sempre secondo ‘L’Espresso’.

"Apprendiamo da notizie di stampa che sarebbe stata aperta un’indagine legata alla questione riguardante l’acquisto dell’immobile di Cormano da parte di Lombardia Film Commission. Pur rimanendo fiduciosi nell’operato della magistratura, ci vediamo costretti a puntualizzare alcuni aspetti totalmente stravolti dagli articoli di stampa apparsi sul tema". Così i due commercialisti di Bergamo, Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba (ex presidente della fondazione Lombardia Film Commission) i cui nomi sono citati negli articoli relativi al fermo di Luca Sostegni, imprenditore accusato di peculato ed estorsione.

"I fondi della fondazione - sottolineano i due commercialisti - non hanno nulla a che vedere con la Lega e le notizie che creano collegamenti tra le due realtà sono evidentemente capziose e fuorvianti". "L'ennesima riprova del maldestro tentativo di tirare in mezzo la Lega a tutti i costi è evidente - argomentano i due professionisti - se solo si considera il presunto coinvolgimento di Andrea Manzoni, che non ha nulla a che fare con Lombardia Film Commission".

"Anche il riferimento al fatto che il commercialista Michele Scillieri sia un uomo di fiducia legato alla Lega è totalmente infondato - aggiunge Di Ruba - . Si tratta di uno dei tanti professionisti che nel tempo hanno collaborato a vario titolo e non per questo possono essere considerati vicini al partito, così che come ogni loro atto o eventuale misfatto debba per forza essere riconducile allo stesso".

Sul tema di fondo che riguarda nello specifico il valore dell’immobile sfido chiunque a fare una perizia al fine di dimostrare quanto l’equivalente reale in termini monetari, sia di gran lunga più elevato di quello citato. Dire che lo stabile è stato acquistato a 400mila euro e venduto subito dopo a 800mila euro è veramente una bufala", sottolineano l'ex presidente della Fondazione.

Che sottolinea come "l’immobile era in pessime condizioni ed era totalmente da ristrutturare, da qui la differenza di prezzo. Alla Lombardia Film Commission è stata poi consegnata la struttura totalmente rifinita come definita nel progetto. Sono sicuro di aver fatto il mio dovere nell'esclusivo interesse della fondazione, così come ho avuto più volte modo di ribadire. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Sempre che si voglia vedere e descrivere con onestà e correttezza la situazione", conclude Di Rubba.



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