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Pensionato ucciso a Firenze, fermato il vicino di casa

CRONACA
Pensionato ucciso a Firenze, fermato il vicino di casa

(Fotogramma)

C'è una svolta nel giallo del pensionato ucciso a Firenze. Il 62enne Fulvio Dolfi è stato trovato senza vita il 16 luglio scorso nella sua abitazione di Firenze, in via Rocca Tedalda numero 135, al secondo piano di una palazzina di edilizia popolare. La squadra mobile della questura di Firenze, diretta da Antonino De Santis, ha fermato un vicino di casa di 74 anni.


Venerdì scorso, 24 luglio, il fermo di indiziato nei confronti di Bernardino Lai, originario di Cagliari. La convalida è stata effettuata questa mattina dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, su richiesta della Procura guidata da Giuseppe Creazzo. Lai è indagato per omicidio aggravato dall'aver commesso il fatto con crudeltà.

Erano stati i cani di una vicina di casa che avevano fiutato la porta di ingresso dell'appartamento con insistenza, unito al fatto di non vedere il padrone di casa da qualche giorno, che ha ingenerato il sospetto nella donna che fosse successo qualcosa di grave nell'appartamento di Dolfi. L'arrivo della Polizia sul luogo ha tramutato il sospetto in certezza una volta che è stato trovato il corpo senza vita del proprietario dell'appartamento. Il delitto sarebbe stato commesso 3 o 4 giorni prima del rinvenimento del cadavere.

I segni sul corpo della vittima, trovato con evidenti e numerose ferite da arma da taglio (sembra una ventina solo sull'addome), hanno subito mostrato una morte violenta, corroborata dall'aver rilevato, da parte della polizia scientifica intervenuta sul luogo, tracce di sostanze ematiche estranee alla vittima.

Ma è stato la capillare perquisizione dell'edificio che ha rilevato ancora tracce di sangue nell'appartamento di un vicino di casa, situato al piano di sotto di quello di Dolfi, non presente sul posto al momento del sopralluogo, così come il rinvenimento di un coltello subito sequestrato e che, già prima delle analisi scientifiche, era stato ritenuto possibile arma del delitto. Non solo: il sopralluogo ha anche rilevato ulteriori tracce ematiche in diversi punti della scena del crimine che erano stati oggetto di tentativi di ripulitura.

Gli indizi portavano tutti in un'unica direzione: quella del vicino di casa non presente nella propria abitazione al momento dell'intervento della polizia, che aveva lasciato Firenze già da alcuni giorni. Lai si era recato in Sardegna per poi fare rientro a Firenze, dove è stato fermato con ancora evidenti segni di lotta sul corpo.

Il fermato si trova ora al carcere di Sollicciano dopo la convalida del fermo e della contestuale applicazione della misura della custodia cautelare. Il 74enne ha scelto di non rispondere alle domande del magistrato. Secondo un’ipotesi investigativa, il pensionato potrebbe aver ucciso Dolfi per alcuni screzi condominiali. Le indagini continuano per chiarire il movente dell'omicidio.



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