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Iss: "Durante il lockdown più gioco online e tentativi di smettere di fumare"

CRONACA
Iss: Durante il lockdown più gioco online e tentativi di smettere di fumare

(Fotogramma)

L'emergenza Covid-19 e il lockdown che gli italiani hanno dovuto rispettare per arginarla "ha avuto un impatto anche su fenomeni come il tabagismo e il gioco d'azzardo". Impatto che si è tradotto in un aumento dei tentativi di dire addio al fumo e in una crescita della pratica del gioco d'azzardo online "inferiore però a quanto ci si aspettasse". A raccontarlo è stato Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), in occasione della presentazione da parte dell'Aifa del rapporto sull'uso di farmaci durante l'epidemia di Covid-19.


I dati su questi due fenomeni sono stati raccolti dall'Istituto superiore di sanità su un campione di circa 6mila persone con un'indagine realizzata ad aprile attraverso interviste online. Nella fase di lockdown, secondo quanto emerso, gli operatori del Telefono verde contro il fumo hanno avuto un numero ridotto di telefonate ma con durate più lunghe e hanno "aumentato in maniera esponenziale l'offerta di percorsi per smettere di fumare, dal 3 al 18%", espone Brusaferro. "Evidentemente stare in casa potrebbe aver posto la questione di una maggior attenzione su abitudini come il fumo".

Dalla survey emerge poi che "sono diminuiti i fumatori di sigarette tradizionali", la cui prevalenza è diminuita dal 23,3 al 21,9%, "ma sono aumentati i consumatori di tabacco riscaldato e sigarette elettroniche e il numero di sigarette giornaliere consumate fra le donne". Nel contempo 218 mila persone sono diventate nuovi fumatori. Quanto al gioco d'azzardo, "la survey su 6mila individui ha mostrato come sia crollato" quello dal vivo, "ostacolando il lockdown l'accesso fisico a questi luoghi". La percentuale di chi dichiarava di praticare solo gioco d'azzardo cosiddetto 'terrestre' è crollata dal 6,4% all'1,7%, "mentre parallelamente è cresciuto il gioco d'azzardo online", aggiunge Brusaferro. Chi dichiarava di farlo è salito infatti dal 6,5% al 7,3%. E "la pratica si sta espandendo anche nelle fasce giovanili".



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