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'Ndrangheta, blitz contro la cosca Labate

CRONACA
'Ndrangheta, blitz contro la cosca Labate

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I carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Dda di Reggio Calabria, diretta dal procuratore capo Giovanni Bombardieri, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari e contestuale decreto di sequestro preventivo nei confronti di sei persone (quattro in carcere e due agli arresti domiciliari), nonché una misura interdittiva personale (sospensione per mesi 12 dall’esercizio di pubblico ufficiale o servizio) e una misura di sequestro preventivo delle quote di partecipazione e di tutti gli elementi presenti nel patrimonio aziendale riguardante una impresa di onoranze funebri denominata 'Croce Amaranto' con sede a Reggio Calabria. In manette alcuni esponenti della cosca di ‘ndrangheta Labate, dediti a estorsioni, detenzioni di armi da guerra, comuni da sparo e clandestine e trasferimento fraudolento di valori.


L’attività d’indagine, condotta dalla Compagnia di Reggio Calabria, a partire dal 2017, scaturisce dall’arresto di F.T. avvenuto il 16 giugno del 2017, a seguito del rinvenimento di armi d’assalto, anche da guerra e relativo munizionamento. Nella circostanza veniva avviata un’attività di intercettazione di utenze telefoniche, ambientali e acquisizione di atti hanno consentito di accertare la riconducibilità di quelle armi a un più ampio gruppo di persone storicamente inserite nella 'cosca Labate' conosciuta anche con il nome di 'Ti Mangiu' che ha il controllo della zona Gebbione nella città di Reggio Calabria.

Gli elementi di indagine racchiudono e attualizzano le risultanze investigative anche delle inchieste 'Bumma', 'Roccaforte' ed 'eterna' e delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia.



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