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Strage Bologna, Cavallini: "Sereno e innocente, non c’è interesse a cercare altrove"

CRONACA
Strage Bologna, Cavallini: Sereno e innocente, non c’è interesse a cercare altrove

(Fotogramma)

“Evidentemente le cose vanno bene così. Continuano a uscire nuove piste, ma nessuno indaga. Non mi sorprende, non hanno indagato al tempo, figuriamoci se lo faranno ora. Non c’è interesse ad andare a cercare altrove, meno che mai dopo 40 anni. Per chi decide, il colpevole sono io, i colpevoli siamo noi”. Così all’Adnkronos Gilberto Cavallini, condannato all’ergastolo il 9 gennaio scorso al processo per la strage di Bologna.


“Ci sono stati momenti – prosegue - poco prima della condanna, in cui ho visto qualche spiraglio, come la storia del Dna della Fresu, ma sono stati attimi di speranza. Non hanno voluto approfondire. Quello che sorprende è la pervicacia di insistere, nonostante quello che è venuto, sta venendo e che verrà fuori. Ho letto addirittura la notizia che Licio Gelli avrebbe finanziato i Nar. Fa tutto parte della propaganda, noi siamo un facile capro espiatorio. Non mi meraviglio più di nulla, è così dal dopoguerra, sarà così per molto altro tempo. Le cose non possono cambiare di punto in bianco e, forse, non cambieranno mai”.

Cavallini parla del suo presente, di quello che lo aspetta. “Non mollo, la situazione è questa e non ti puoi nascondere, isolarti, lasciar perdere. Combatti fino in fondo con gli argomenti che hai. Se faranno breccia bene, sennò ci toccherà subire l’ennesima condanna. L’ennesimo linciaggio sociale e politico e dovrò sopportare”.

In tanti gli hanno comunque mostrato solidarietà per la condanna. “Fa piacere la vicinanza, anche da parte di persone che non appartengono al nostro ambiente. Amici ne ho, che continuano a fare qualcosa per me. Tutto nasce sempre spontaneamente, non mi muovo in prima persona. Questo perché le cose che nascono spontaneamente sono le più pure, le più belle”.

Cavallini ribadisce la sua innocenza per la strage di Bologna: “Il mio stato d’animo è sereno, la mia coscienza è a posto, tranquilla. Tutto quello che sta avvenendo mi dà fastidio, è chiaro che mi comporta problemi per ciò che riguarda le relazioni sociali, umane e lavorative. Ma sono abituato a combattere e con Bologna non ho niente a che vedere. Non mi lascio prendere dallo sconforto, so qual è la situazione e vado avanti”.



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