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Viviana Parisi, trovati resti di un bimbo: "Forse sono di Gioele"

CRONACA
Viviana Parisi, trovati resti di un bimbo: Forse sono di Gioele

Il nonno Letterio e la zia Mariella sul luogo del ritrovamento. In basso la bara e il carabiniere in congedo Giuseppe Di Bello. Foto Adnkronos

di Elvira Terranova


I resti presumibilmente del piccolo Gioele sono stati ritrovati nelle campagne di Caronia. Il tronco a circa 400 metri dal traliccio, dove è stato trovato il corpo della madre Viviana Parisi, e la testa molto distante, sarebbero stati trascinati lì "da maiali o da cani". E' quanto spiegano all'Adnkronos fonti investigative che sono sul luogo del ritrovamento. La testa di un bambino, in avanzato stato di decomposizione, a quanto apprende l'Adnkronos, sarebbe stata trovata a monte del luogo, dove è stato individuato il tronco e una parte di femore compatibile con un bimbo di 4 anni. Insieme con la testa, sarebbero stati trovati anche alcuni indumenti.

Da ore il procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo e il medico legale Elvira Spagnolo sono sul posto per repertare i resti trovati. "Abbiamo trovato il corpo di un bambino di circa 3-4 anni, ma non abbiamo la certezza scientifica che si tratti di Gioele, servono ulteriori accertamenti" ha detto il procuratore di Patti Cavallo (Video) parlando con i cronisti dopo il ritrovamento del corpicino che "quasi certamente" come dicono gli investigatori è del piccolo Gioele. "A breve mostreremo alcuni oggetti trovati ai familiari di Gioele per procedere a un primissimo ragionamento. Poi tutto è demandato agli accertamenti medico legali e alla comparazione del Dna". "Ora è il momento di lavorare in silenzio. Stiamo lavorando da 16 giorni e continueremo a farlo"."Ora dobbiamo continuare a lavorare e andare a fondo di questa triste storia". "Perdono quota piste riconducibili ad ambiti familiari in questo momento. Però in questo momento non possiamo dire altro, lasciateci lavorare e fare i ragionamenti del caso". L'autopsia, ha detto, sarà eseguita "a brevissimo". "In questo momento escludiamo sul luogo la presenza di oggetti riconducibili alla madre di Gioele" che "potrebbero essere scarpe o altri indumenti di questo tipo". "Abbiamo sempre pensato che il bambino fosse in questo posto e i fatti, purtroppo, ci hanno dato regione. Ringrazio tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato alle ricerche - dice ancora - ci stringiamo attorno a questa famiglia". Le ipotesi privilegiate sulla morte di Gioele e della madre? "Ovviamente ci siano fatti delle idee, si sono rafforzate alcune ipotesi e altre le abbiamo scartate".

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"Appureremo anche questo" dice il procuratore rispondendo alla domanda dell'Adnkronos sul perché fosse stato un volontario a trovare il corpo nonostante le ricerche di decine di soccorritori professionisti. "Ma a me in questo momento non interessa chi lo abbia cercato o trovato, l'importante è averlo trovato. Noi abbiamo sempre detto che tutto conduceva a questo posto è abbiamo detto che dovevamo insistere nella ricerca. Non ci interessa chi lo ha trovato". "Vi garantisco che la condizione dei luoghi è difficile", dice ancora Cavallo.

Sul posto anche i nonni Paterni del piccolo Gioele, Letterio Mondello e la moglie. Nell'area è arrivato il carro funebre con a bordo la bara per ricomporre i resti. Appena è arrivata la bara con i resti del piccolo Gioele, anche se manca la certezza assoluta, Daniele Mondello si è gettato sulla cassa e ha iniziato piangendo a battere sul legno. Momenti strazianti sul luogo del ritrovamento del bambino. "Gioele" ha gridato più volte e poi si è accasciato sulla bara. Attorno a lui anche i parenti dell'uomo tra cui la sorella.

"Con ogni probabilità il corpo del bambino è stato trascinato qui solo di recente" hanno detto fonti investigative all'Adnkronos, chiarendo: "Altrimenti non si spiegherebbe perché il suo corpo sia stato trovato smembrato: in una zona la testa e gli indumenti, in un'altra zona il tronco senza arti". A questo punto, l'ipotesi più accreditata per gli inquirenti è quella che il bambino sia stato trascinato, non si sa se vivo o morto, sino al luogo in cui è stato trovato con un falcetto da un carabiniere in congedo, il 55enne Giuseppe Di Bello, originario di Capo d'Orlando che ha preso parte alle ricerche come volontario. "E' stato un dono di Dio" ha risposto Di Bello a chi gli chiedeva come abbia fatto a scoprire il corpo che da giorni si stava cercando. "L'ho trovato dove gli altri non lo hanno cercato", ha aggiunto, spiegando di aver fatto il ritrovamento alle 10.28 e che il corpicino era "straziato dagli animali selvatici".

"Le zone vanno esaminate a vari livelli, ci sono livelli in cui si cerca una persona viva", altri "in cui si cerca qualcosa di più con un'altra intensità" ha detto il vicecomandante del comando provinciale dei vigili del fuoco di Messina, l'ingegnere Ambrogio Ponterio. "Poi ci sono livelli in cui si cercano parti introvabili e si va con un'altra intensità di ricerca che comunque è stata fatta". E' "arrivata questa persona, che è un conoscitore dei luoghi, con strumenti atti a farsi spazio tra la vegetazione, un falcetto che gli consentiva di passare dove passano gli animali". A chi fa notare che sono stati usati dei droni senza trovare il corpo, risponde: "Mi perdoni, i droni dall'alto con questa fitta vegetazione riescono a vedere anche a terra? Non ci riescono". "E' stato straziante vedere quel tronco di bambino senza arti, con un pezzetto di femore e null'altro" racconta, infine, all'Adnkronos uno dei soccorritori. "C’era anche un ciuffo di peli, non si sa del bimbo o di un animale accanto ai resti".



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