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Ustica, Giovanardi: "No a desecretazione note Sismi è kafkiano e imbarazzante"

CRONACA
Ustica, Giovanardi: No a desecretazione note Sismi è kafkiano e imbarazzante

(Fotogramma)

"La situazione diventa sempre più kafkiana e imbarazzante per tutti. Hanno deciso di continuare a tenere segreti questi atti, ma non è detto fino al 2029, quando scadono i 15 anni in cui finisce il segreto di Stato. A quella data, infatti, il presidente del Consiglio potrà di nuovo prorogare il mantenimento del segreto, quindi finiremo alle calende greche". A dirlo all'AdnKronos è l'ex senatore Carlo Giovanardi, membro dell'associazione "Verità per Ustica", a proposito della lettera indirizzata a Giuliana Cavazza, presidente onoraria della stessa associazione, nella quale Palazzo Chigi afferma che rendere pubbliche le note del colonnello Stefano Giovannone, capocentro del Sismi in Libano dal 1973 al 1982, che nei giorni prima della strage avvertiva il governo italiano degli imminenti pericoli che correva il nostro Paese soprattutto per mano dell’Fplp, arrecherebbe "un grave pregiudizio agli interessi della Repubblica".


Per Giovanardi, "si può capire, per quello che dicono, che ci sia ancora in ballo l’interesse nazionale per tenere coperti questi rapporti con libici e palestinesi, come ho detto il 30 giugno scorso incontrando a Palazzo Chigi il direttore del Dis Gennaro Vecchione, ma non è possibile che dall’altra parte ci sia questa martellante campagna di disinformazione e propaganda sul fatto che i nostri Generali siano tutti felloni, traditori, e che i nostri Alleati siano tutti bugiardi e assassini".

Dunque, aggiunge Giovanardi, "non solo vengono coperti documenti che possono dare un aiuto formidabile per scoprire chi ha messo la bomba a bordo del Dc9, ma in qualche modo questa copertura permette ad altri di continuare ad accreditare la tesi del missile e della battaglia aerea che è stata fatta a pezzi dalla sentenza penale. E tutto ciò è surreale". Infine Giovanardi ricorda che "stasera, alle 21.15, su Mediaset Focus va in onda la puntata di "Indagine ad alta quota" sul disastro di Ustica, in cui viene spiegato, dal punto di vista tecnico, che è incontrovertibile ed assolutamente certo che il Dc9 è stato abbattuto da una bomba messa nella toilette di bordo".



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