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Gioele, trovate tracce di sangue sul cranio. Ha battuto la testa in auto?

CRONACA
Gioele, trovate tracce di sangue sul cranio. Ha battuto la testa in auto?

di Elvira Terranova


Sul cranio di Gioele "sono state riscontrate" delle "micro tracce di sangue" con "intingimento osseo". Forse, il bambino di 4 anni trovato senza vita nei boschi di Caronia (Messina), potrebbe avere avuto una emorragia cerebrale. E' solo una ipotesi, che al momento non trova conferme ufficiali, ma che l'Adnkronos apprende da fonti qualificate che hanno assistito all'esame autoptico sui resti del piccolo Gioele eseguito oggi al Policlinico di Messina. Per i periti che hanno visionato il cranio, il bambino potrebbe avere "battuto la testa contro una superficie non particolarmente dura", quindi anche un sedile di una macchina, ad esempio. A questo punto potrebbe prendere quota, sempre di più, l'ipotesi dell'incidente in auto che avrebbe provocato "lesioni importanti" al cranio del figlio di Viviana Parisi. Seppure non mortali. Gli inquirenti si trincerano dietro il 'no comment', ma sembra che nell'auto di Viviana siano state trovate anche delle micro tracce biologiche, forse di sangue, che fanno pensare a una ferita, seppure lieve, del bambino. Forse Viviana si è spaventata ed è scesa dall'auto in preda al panico scavalcando il guardrail sull'autostrada? Portando via con se il bambino? Secondo i testimoni del Nord Italia, sentiti dalla Procura solo di recente, dopo l'ennesimo appello lanciato dal Procuratore Angelo Vittorio Cavallo che coordina l'inchiesta, il bambino era in braccio alla madre "ancora vivo" e "con gli occhi aperti", ma gli investigatori fanno notare che il bambino potrebbe essere rimasto ferito o avere subito un trauma cranico. Anche se il medico legale Elvira Ventura si limita a dire all'Adnkronos che "ancora le operazioni" sul corpicino di Gioele "non sono state completate" né "sono stati esaminati tutti i resti", compreso il cranio. Intanto, dall'autopsia sui resti del piccolo Gioele Mondello, emergono altri particolari: "Il suo corpo è compromesso da morsi d'animali", come ha spiegato la consulente medico legale della famiglia, Giuseppina Certo lasciando la camera mortuaria dopo l'autopsia. Stessa considerazione che ha fatto il biologo forense Salvatore Spitaleri, un passato ai Ris, oggi al Cis, Centro investigazioni scientifiche: "Sullo stato delle ossa di Gioele hanno agito animali, figuratevi le condizioni", ha affermato.

Gioele, l'autopsia: l'indiscrezione Adnkronos (Video)

Prima dell'autopsia è stata eseguita anche una tac da cui emerge una prima novità: tra i resti ritrovati nel bosco di Caronia c'erano delle piccole pietre che potrebbero essere utili per stabilire il luogo e il momento della sua morte. Oggi, al Policlinico di Messina c'erano anche i familiari di Gioele: il padre Daniele Mondello, la zia Mariella e il nonno Letterio. Daniele, con una maglia rossa, è arrivato poco dopo le otto ed è andato via soltanto prima delle 15 dopo la fine dell'autopsia. Intanto si faranno ulteriori ricerche per individuare altri resti del corpicino di Gioele, "quindi verranno eseguiti ulteriori accertamenti in quella zona", come ha detto l'avvocato Pietro Venuti, legale della famiglia Mondello. Il sopralluogo è previsto per domani mattina. Durante l'attesa dell'autopsia ha parlato anche l'avvocato Pietro Venuti, uno dei legali della famiglia. "L'itinerario fatto da Viviana e il piccolo Gioele dopo l'incidente avvenuto lo scorso 3 agosto sulla Messina-Palermo era difficile da percorrere", come ha detto. "Ieri abbiamo fatto anche il percorso fino a tardi per vedere se era possibile effettuare uno spostamento o comunque un cammino che portava da una parte all'altra della collina", spiega.

Presente oggi anche l'entomologo Stefano Vanin: "C’è una fauna entomologica" anche sul corpicino del piccolo Gioele, come spiega il professor Stefano Vanin. "Adesso come nel caso della madre è tutto da analizzare in laboratorio", dice. E sostiene che "non c'è la prova regina". "Capisco che ci sia questo bisogno di risposte, ma vi dico anche che c’è un milione di insetti - sottolinea - finché non analizzeremo questi insetti in laboratorio non si potrà dire molto". "Oggi come oggi" non è possibile capire se il bambino sia "morto vicino alla madre Viviana", come dice ancora Vanin. "Sono stati raccolti un sacco di elementi sia per quanto riguarda la componente medica che veterinaria ed entomologica - aggiunge - quindi di elementi raccolti ce ne sono. Noi abbiamo una serie di requisiti a cui rispondere, abbiamo chiesto 90 giorni e faremo l'impossibile per starci. Le comunicazioni le daremo direttamente al pm che ci ha incaricato". Vanin ribadisce che "è un caso difficilissimo, perché c’è un clima e un ambiente particolare, anche se qualche elemento informativo è stato estratto". Sul terreno ci sono dei "segni di giacitura del corpo, il terreno non è compromesso ma è un ambiente su cui sono passate delle persone". Ma quali risposte si aspettano i legali? "Una analisi sui resti del bambino o di parti di esso vediamo se dalla visione è possibile ricavare la causa della morte". "C’è una fauna entomologica, vicino ai resti del piccolo Gioele, che occorre analizzare. Finché questo tipo di mosche non verranno analizzate nel laboratorio, non possiamo dire nulla" ha spiegato ancora il professor Stefano Vanin, consulente della procura. "Oggi abbiamo raccolto una serie di elementi di tipo medico, veterinario e entomologico. Il corpo, come qualsiasi altro corpo dà delle informazioni, su quanto siano importanti queste informazioni è presto dirlo. Questo è comunque un caso difficilissimo".

Mentre Claudio Mondello, legale e cugino di Daniele Mondello, padre di Gioele, è ritornato sulla vicenda dei droni: "Quando ci hanno detto che impiegavano i droni non abbiamo pensato che utilizzavano le immagini dopo due settimane, ma in tempo reale, che stavano facendo una ricerca attiva". "Con certezza — ha aggiunto il penalista — il ritardo anche solo di un secondo relativo ad un elemento di prova determina un deterioramento. Abbiamo molta fiducia negli esperti che sono stati convocati per determinare progressivamente la verità però — ha sottolineato — è passato troppo tempo e sono intervenuti elementi esogeni per cui non credo che ci daranno delle risposte certe. Forse si potranno ventilare una pluralità di ipotesi alternative, ma l'elemento che mi interessa cioè la certezza assoluta senza dubbio escluso che si possa raggiungere sulla scorta degli elementi che si hanno". "È possibile che quel giorno in quella zona nessuno abbia visto o sentito niente?", s’interroga il legale. "Il miasma è ancora presente nell’aria. Mi chiedo come sia possibile che nessuno, non solo di coloro che si sono adoperati per le ricerche, ma anche degli abitanti del luogo, non abbia percepito questo cattivo odore. Eppure è una zona con una certa densità abitativa", ha detto ancora il legale. "Anche il cadavere di Viviana era a 15-20 metri da una proprietà recintata — aggiunge — è impossibile che nessuno abbia visto, anzi sentito, alcunché". L’avvocato ipotizza che il corpo del bambino sia stato "verosimilmente trascinato nel luogo dove poi è stato ritrovato" e che "non si conosce la posizione originaria, quella in cui è morto". L’avvocato Mondello, infine, nutre molti dubbi sull’ipotesi dell’omicidio-suicidio. "La presunzione di innocenza nel nostro ordinamento deve valere per tutti". "Se ci sono elementi va bene — sottolinea —, altrimenti no. E non so se ci saranno mai questi elementi, io ne dubito". Intanto si allontana sempre di più la data dei funerali di Viviana a Gioele. Come ha spiegato il medico legale Elvira Ventura Spagnolo "dovranno essere eseguite altre analisi sui resti", ecco perché per ora è impossibile potere restituire le salme ai parenti.



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