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Gioele, consulente famiglia: "Da autopsia impossibile avere elementi utili"

CRONACA
Gioele, consulente famiglia: Da autopsia impossibile avere elementi utili

Dall’autopsia sul piccolo Gioele è emerso che il cadavere "è abbastanza compromesso". "Allo stato non è possibile ricavare elementi utili se non da tutti i fattori che potranno emergere dalle indagini specialistiche". Così Giuseppina Certo, medico legale e consulente della famiglia di Daniele Mondello uscendo dalla camera mortuaria dove si è tenuta l’autopsia del piccolo Gioele il bambino di 4 anni figlio di Viviana Parisi, la deejay trovata morta lo scorso 8 agosto. "Deve essere tutto ricostituito singolarmente, mettendo insieme i vari tasselli", dice ancora la dottoressa.


Alla domanda se oggi non possa essere messo un punto certo sullo stato del bambino, il medico replica seccamente: "No". Dice anche che sui resti di Gioele ci sono "lesioni da macro fauna", in altre parole morsi di animali selvatici. Ha poi confermato che sul cadavere di Gioele è stato prelevato "del terriccio che è stato analizzato" ma non vuole aggiungere altro se non che è "sempre un altro step".

Non si può neanche dire dall’esame se il bimbo è morto "nel luogo in cui è stato ritrovato". Non si sbilancia neppure sull’ipotesi se sia stato morso "prima o dopo la morte" e spiega: "Sono valutazioni che si fanno concatenando i vari risultati". "Abbiamo acquisito dei dati- dice - e il dato più evidente è che ci sono delle mortificazioni degli arti", cioè che il corpicino di Gioele non aveva né le gambe né le braccia. "Quindi assenza anche di latte di tessuti". E ribadisce: "E' stato aggredito anche dalla macro fauna".

Prima dell'autopsia, è stata eseguita al Policlinico di Messina una tac, che ha permesso di individuare nel corpicino di Gioele, come apprende l’Adnkronos, delle pietruzze che potrebbero essere utili ai periti nominati dalla Procura di Patti (Messina) per stabilire il luogo della morte del bambino ma anche la data del decesso.

La tac sui resti del bimbo è servita per effettuare dei "rilievi antropometrici", come ha spiegato Daniela Sapienza, medico legale della task force di esperti che parteciperà all'autopsia. "Per correlare il soggetto all'età anagrafica, sesso, e quanto utile per fare i rilievi antropologici". "E quindi, all'identificazione" del piccolo Gioele. "Poi andiamo a vedere se ci sono segni di lesività macroscopica su questi resti - ha detto ancora il medico legale - e infine vediamo di determinare l'epoca della morte". L’autopsia terminerà nella tarda mattinata. Al lavoro una task force di esperti, tra cui anche entomologi, geologi, zoologi, esperti in materia di tracce di animali che dovranno stabilire l'orario della morte ma anche le cause del decesso del bimbo e per quanto tempo è rimasto nel luogo in cui è stato trovato.

E questa mattina saranno eseguiti anche nuovi accertamenti presso il laboratorio genetico forense della Polizia scientifica di Palermo, per esaminare alcune tracce biologiche, sei in tutto, ritrovate sulla Opel Corsa di Viviana. Gli esperti nominati dal Procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo dovranno accertare di che tipo di tracce biologiche si tratta e, soprattutto, se sono recenti. Tra le ipotesi avanzate dalla Procura, anche se non è la pista privilegiata, c'è quella dell'incidente stradale in cui il piccolo, senza la cintura allacciata al seggiolino, avrebbe sbattuto la testa e si sarebbe ferito. Però, perché la madre, invece di chiedere aiuto, è scesa dalla sua auto con il bambino in braccio correndo verso i boschi di Caronia? Dopo avere scavalcato il guardrail dell'autostrada? Sono alcune delle domande a cui la task force di esperti nominata dalla Procura dovrà dare risposte.

Intanto ieri sera è terminato solo poco prima delle 21 il sopralluogo nei boschi di Caronia da parte degli esperti, i due medici legali, l'entomologo, il geologo forense, lo zoologo, chiamati dal Procuratore. "Le domande sono tante e noi faremo del nostro meglio per rispondere a tutte", ha detto Stefano Vanin. "Il Pool di specialisti che sta lavorando è molto qualificato e sono tutte persone molto brave ma - ha aggiunto Stefano Vanin - è un caso difficile". "Dobbiamo vedere, dipende tutto dai risultati delle analisi. A priori non si dice assolutamente niente. Con i dati alla mano poi arriveremo ad avere delle risposte".



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