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Scuola, Ruocco (Flc Cgil): "In ritardo su tutto, anche sui test"

CRONACA
Scuola, Ruocco (Flc Cgil): In ritardo su tutto, anche sui test

(Fotogramma)

''Siamo in ritardo su tutto nella scuola, anche sui test''. Lo sottolinea all'Adnkronos, la Segretaria nazionale della Flc Cgil, Francesca Ruocco. ''L'avvio dell'anno scolastico è necessario in presenza e sicurezza -aggiunge Ruocco - perché bisogna garantire il diritto all'istruzione ma anche il diritto alla salute per tutti, studenti e insegnanti. I ritardi accumulati sono molti, a cominciare dalle necessità delle risorse per l'edilizia scolastica, all'organico aggiuntivo e all'individuazione di nuovi spazi, ai turni e agli arredi, alle mascherine di protezione e l'igenizzazione''.


''Si tratta di tutte cose già individuate da tempo, in particolare da aprile, e invece si è perso tempo - aggiunge Ruocco -. Il principale responsabile è il ministero dell'Istruzione. Noi avevamo allertato da tempo e siamo dovuto andare in piazza a maggio e giugno per chiedere risorse aggiuntive per la scuola che sono arrivate solo con il provvedimento di agosto per 1 miliardo. Si poteva fare prima''.

''Siamo in ritardo su tutto anche sui territori e anche i test delle Asl sono partiti in ritardo - continua Ruocco -. Ieri abbiamo provato a chiamare al numero dedicato ai docenti per effettuare il test ed era sempre occupato. Ora a settembre si parte solo con i docenti di ruolo e mancano circa 201 mila docenti. Si poteva far partire a settembre subito le supplenze, che invece finiranno per essere operative solo ad ottobre o novembre. Le immissioni a ruolo annuali in tante province del Nord sono esaurite da tempo e non ci sono. Noi avevamo chiesto di mettere a ruolo subito i supplenti che già lavorano da anni nella scuola e sono 33 mila, ma il ministro non ha voluto''.

''Sui test sierologici non abbiamo dati oggettivi - continua Ruocco - ma molti stanno facendo i test che peraltro è gratuito. Anche qui siamo arrivati in ritardo e troppo vicino alla data della riapertura della scuola. Ci sono 1,1 milioni di persone che devono fare il test, ma come si fa in pochi giorni. Se ci si fosse mossi prima, non saremmo a questo punto''.

''Senza contare che il ministero dell'Istruzione nel protocollo del 6 agosto doveva indicare come procedere per il personale fragile, che ha patologie pregresse e poi cosa fare se studenti o docenti dovessero risultare positivi - continua Rocco -. Si chiude la classe o tutta la scuola? Il ministero deve dare indicazioni precise in questo senso. Questo può scatenare il panico. Il rischio è poi che ognuno decida per sè, con decisioni diverse sul territorio nazionale''.



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