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Battisti, quarantena finita ma resta in cella anti Covid

CRONACA
Battisti, quarantena finita ma resta in cella anti Covid

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Dopo i 14 giorni di quarantena anti Covid cui è stato sottoposto all’arrivo nel carcere di Rossano, in Calabria, e dopo il tampone cui sarebbe stato sottoposto, con esito negativo, Cesare Battisti, come apprende l’AdnKronos, resterà ancora nella stessa cella in attesa delle disposizioni del Dap. L’ex leader dei Pac, com’è noto, si rifiuta di essere trasferito in quel reparto perché, ha dichiarato anche nero su bianco in un audio registrato dalla famiglia durante un colloquio telefonico (ASCOLTA), è lì che si trovano i jihadisti da cui sarebbe stato minacciato nel 2004 e nel 2015 per aver espresso pubblicamente le sue idee sui terroristi islamici. Ieri Battisti ha dichiarato che hanno tentato di trasferirlo con i jihadisti e che al suo rifiuto “hanno minacciato di usare la forza”.


In realtà l’uso della forza, apprende l’AdnKronos, non è stato preso in considerazione né minacciato dall’Amministrazione del carcere (così come è stato escluso in passato, in modo equilibrato, in situazioni simili). E ciò, nonostante le norme sull'ordinamento penitenziario prevedano che “non è consentito l'impiego della forza fisica nei confronti dei detenuti e degli internati se non sia indispensabile per prevenire o impedire atti di violenza, per impedire tentativi di evasione o per vincere la resistenza, anche passiva, all'esecuzione degli ordini impartiti”. Nel caso di Battisti, dunque, l’uso della forza sarebbe stato legittimo, vista la sua “resistenza” all’esecuzione di un ordine impartito. La conseguenza del rifiuto di Battisti, come ha fra l’altro affermato lo stesso leader dei Pac, sarà quasi certamente un provvedimento disciplinare.

Il problema, però, è che se davvero Battisti non potrà essere trasferito nel reparto AS2 per via della presenza dei terroristi islamici, allo stesso tempo non può rimanere dove si trova attualmente, cioè nella cella predisposta per la quarantena anti Covid. Quella cella, infatti, apprende l’AdnKronos, dovrà per forza essere liberata per far posto ad altri detenuti in arrivo (la lista è lunga), compresi quelli attualmente fuori perché in permesso.

Per dirimere la vicenda, dunque, occorrerà attendere le disposizioni del Dap, che dovrà valutare se i timori di Battisti siano fondati. Se il Dap dovesse ritenere le preoccupazioni di Battisti concrete e circostanziate, non è escluso che l’ex terrorista venga collocato nel reparto Alta Sicurezza AS3, vale a dire “ordinaria”, dove si trovano anche ergastolani condannati per associazione mafiosa.

Se, al contrario, il Dap riterrà le preoccupazioni di Battisti prive di concretezza, l’ex terrorista sarà destinato nel reparto di assegnazione AS2. Al momento, però, in attesa delle determinazioni del Dap, Battisti resterà nella cella attuale nonostante la conclusione del periodo di quarantena e il tampone negativo.



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