Cerca

Caso Pamela, Oseghale: "Morta in casa mia ma non l'ho uccisa"

CRONACA

di Silvia Mancinelli
"Mi dispiace per quanto accaduto a Pamela ma non l’ho uccisa. Ho fatto cose bruttissime, è vero, ma i fatti così come ricostruiti dal giudice non sono reali". Inizia così la lettera che Innocent Oseghale, imputato nel processo per l’omicidio di Pamela Mastropietro, ha letto in aula nel corso dell’udienza al tribunale di Ancona.

"Ci siamo incontrati a Giardini Diaz perché voleva comprare della droga, ma non l’avevo e ho chiesto a un amico. Mi sono quindi seduto ad aspettare - continua sfogliando il foglio protocollo scritto in stampatello - Pamela mi ha approcciato, mi ha chiesto se mi piacesse e abbiamo fatto sesso nel sottopassaggio di via Scodella. Ha poi iniziato ad agitarsi, a parlare in modo affannoso. Voleva la droga".

La mamma di Pamela: "Oseghale può tenersi le scuse" (video)

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.