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Becciu: "Mai inquinato prove processo cardinale Pell, pronto a querelare"

CRONACA
Becciu: Mai inquinato prove processo cardinale Pell, pronto a querelare

(Fotogramma/Ipa)

Il cardinale Angelo Becciu rispedisce "con fermezza" al mittente le accuse di aver in qualche modo agito per inquinare le prove del processo per pedofilia a carico del cardinale George Pell, l'ex ministro dell'Economia del Vaticano imputato per pedofilia e assolto nell'aprile scorso dall'Alta Corte australiana dopo la condanna a sei anni che gli era stata inflitta in primo e secondo grado.


La reazione di Becciu, che si dice pronto a ricorrere all'Autorità giudiziaria a tutela della propria onorabilità, arriva dopo le indiscrezioni uscite in Italia secondo le quali l'ex numero due della Segreteria di Stato vaticana avrebbe disposto bonifici per 700mila euro inviati in Australia per "comprare" gli accusatori di Pell. Indiscrezioni che, nonostante l'immediata smentita del cardinale, sono continuate a filtrare sulla stampa, arricchendosi di sempre nuovi particolari, come l'apertura di un'inchiesta in Vaticano sui presunti bonifici che invece fonti vicine all'ex sostituto negano con forza.

Il legale di Becciu, l'avvocato Fabio Viglione, sottolinea come, il cardinale "rilevata la persistente attenzione di alcuni giornalisti alla vicenda processuale del cardinale Pell è costretto a ribadire con fermezza di non aver mai interferito in alcun modo in essa". Peraltro, si legge nella nota del legale, "poiché appare evidente la volontà di alcuni organi di informazione di rappresentare falsamente una presunta, quanto inesistente, attività volta ad inquinare le fonti di prova nel processo a carico del cardinale Pell, il cardinale Becciu si rivolgerà immediatamente alla competente Autorità giudiziaria per la tutela della propria onorabilità, così gravemente lesa".



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