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Pamela Mastropietro, condannato ex fidanzato: tentò di farla prostituire

CRONACA
Pamela Mastropietro, condannato ex fidanzato: tentò di farla prostituire

Pamela Matropietro

di Silvia Mancinelli


Confermato dalla Corte d'Assise d'Appello di Ancona l'ergastolo a Innocent Oseghale, oggi nell'aula Gup del Tribunale di Roma la famiglia di Pamela Mastropietro ha portato a casa una nuova "vittoria" in memoria della 18enne romana uccisa, fatta a pezzi e chiusa in due valigie il 30 gennaio 2018 a Macerata. Condannato a 3 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici uffici l'ex fidanzato romeno Andrei N., oggi 24enne, accusato di spaccio di sostanze stupefacenti nei confronti della ragazza romana e tentata induzione alla prostituzione.

L'udienza questa mattina alle 11 nell'aula 9 del Tribunale di piazzale Clodio. Il pusher allora 21enne, ex fidanzato di Pamela all'epoca dei fatti, nel 2017 a Roma avrebbe iniziato al consumo di eroina la vittima allora minorenne, inducendola a "vendersi" allo spacciatore di colore in cambio della droga. A presentare denuncia fu la mamma, Alessandra Verni, dopo aver trovato il cellulare della figlia con dei messaggi inequivocabili nei quali l'allora fidanzato faceva riferimento allo spaccio di eroina. E poi oggetti che sparivano da casa e che, presumibilmente, servivano a pagare lo stupefacente. Infine la testimonianza di un'altra persona che ha confermato i sospetti: a lei Pamela aveva confidato di aver conosciuto questo ragazzo e di esser stata iniziata da lui all'uso di eroina, costretta almeno in una occasione a prostituirsi con lo spacciatore di colore ma lei si era rifiutata.

Il giudice Maria Paola Tomaselli ha inoltre disposto il pagamento delle spese processuali e risarcimento alla parte civile, la mamma, che ha annunciato devolverà questi soldi a fondazioni che curano malattie rare. "Confermato l'impianto accusatorio, ad eccezione dell'accusa per circonvenzione di incapace - spiega all'Adnkronos l'avvocato Marco Valerio Verni, zio di Pamela Mastropietro e legale della famiglia - attraverso la quale il ragazzo, approfittando delle condizioni di Pamela, l'avrebbe costretta a effettuare furti in casa. Per questo reato è stato assolto con formula dubitativa, credo (in attesa delle motivazioni) perché non si è potuto dimostrare che sia stato lui a indurla a compiere furti in casa. Oggi è comunque un ulteriore piccolo grande passo verso la giustizia che dedichiamo tutte le vittime degli spacciatori. Il prossimo sarà individuare i complici di Innocent Oseghale". La Procura di Ancona, infatti, ha avocato a sé l'indagine di Macerata contro ignoti per la quale era stata chiesta archiviazione e alla quale la famiglia di Pamela si era opposta.



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