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Covid, Le Foche: "Vaccino? Ci vorrà qualche mese"

CRONACA
Covid, Le Foche: Vaccino? Ci vorrà qualche mese

(Foto Fotogramma)

"Ci sono già terapie che funzionano bene. Il desametasone è un cortisonico che costa poco e salva le vite umane. Ne ha parlato uno studio inglese e noi lo confermiamo. A marzo non lo usavamo perché non lo ritenevamo utile, visto che nella sars funzionava. Adesso invece è molto utile. Comporta un miglioramento clinico del paziente e riduce la mortalità di moltissimo. Associato ad altri farmaci di supporto va molto bene. Aspettiamo gli anticorpi monoclonali che sono una prospettiva molto valida, che potranno essere utilizzati preventivamente nel personale sanitario per prevenire il contagio ospedaliero. E poi molte industrie stanno preparando dei vaccini che sembrano funzionare. Ci vorrà qualche mese per l'industrializzazione e la somministrazione del vaccino, ma guardiamo al futuro, vediamo l'apertura, la fine di questa pandemia". Lo ha detto Francesco Le Foche, immunologo clinico, ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format 'I Lunatici'.


"Io credo che l'industrializzazione verrà prodotta già in primavera, potremo dare la vaccinazione a tante persone. I casi si ridurranno e noi andremo verso la fine di questa pandemia", ha aggiunto.

"Ora dobbiamo controllare bene il virus per avere delle festività natalizie tranquille - ha poi sottolineato - Adesso dobbiamo essere pronti, attenti e rispettosi della salute pubblica".

"Bisogna evitare di entrare nel panico. Bisogna essere prudenti e razionali. Indossare la mascherina, distanziarci, igienizzarci, ma restare razionali. Niente panico. In estate ci siamo rilassati, il controllo sociale del virus è fondamentale, dobbiamo essere rispettosi della salute degli altri, portare bene le mascherine, lavarci le mani, limitarci a fare l'essenziale. Poi tra quattro o cinque mesi andremo verso il futuro. La scienza ci salverà, questo è il pianeta più bello dell'universo, dove c'è l'umanità. La scienza sconfiggerà anche questa pandemia", ha detto ancora Le Foche.

"Il numero dei contagiati cresce, c'è una diffusione del numero dei contagi, la patologia che stiamo affrontando è diversa rispetto a marzo, è molto più tranquilla", ha l'immunologo clinico facendo il punto delle situazione. "Dobbiamo fare in modo che il numero non cresca, che la diffusione sociale del virus non ne aumenti la carica, perché questo potrebbe far aumentare il numero di posti occupati nei reparti e nelle terapie intensive". "Ora i contagi sono molti in Lombardia, ma si sono spalmati in tutta la penisola. I casi sono meno gravi perché li vediamo prima e li trattiamo meglio. Sono molto meno importanti. E si muore di meno. Sappiamo gestire molto meglio il paziente", ha aggiunto.

"Dobbiamo ancora controllare bene il territorio, organizzarlo meglio, ma questo è quello che succede nei reparti. Tranquillamente trattiamo il paziente, che spesso esce in tempi rapidi. Arrivano spesso in buone condizioni e li dimettiamo bene. Dobbiamo organizzare delle strutture esterne che accolgano il paziente in modo che non ci sia una condizione di contagi tra familiari - ha evidenziato - Dobbiamo mettere in campo una sorta di lockdown personale, su cento cose che dovremmo fare facciamone quindici, quelle più urgenti. Proteggerci per i prossimi quattro o cinque mesi".



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