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Vaccino Covid, Crisanti: "Assurdo passare per no-vax"

CRONACA
Vaccino Covid, Crisanti: Assurdo passare per no-vax

(Fotogramma)

"Io sono stupefatto. Nessuno si è indignato perché non si è fatto niente e si è arrivati impreparati alla seconda ondata di Covid-19. Poi io dico una cosa ovvia sul vaccino e divento un no-vax. In realtà, parlo dalla posizione di un assoluto e convinto sostenitore dei vaccini. E' legittimo voler vedere i dati di efficacia e sicurezza. Questa è una demonizzazione che aiuta i no-vax". Il virologo Andrea Crisanti replica così alla pioggia di critiche ricevuta per le sue dichiarazioni sul vaccino contro il coronavirus Sars-CoV-2. "Bastava leggere la domanda, che era secca: oggi lo farebbe il vaccino? E io ho risposto no, per la semplice ragione che non conosco ancora i dati. Le mie parole sono state strumentalizzate, o comunque fraintese. Lo si capisce se si legge l'intervista a 'Focus'", dice all'Adnkronos Salute.


A chi lo accusa di instillare dubbi nelle persone, il docente di Microbiologia dell'università di Padova obietta: "Questo è il solito modo di pensare di chi ritiene che le persone vadano trattate come pecore. Io ho detto più volte che il vaccino me lo faccio quando ci sono e vengono condivisi con la comunità scientifica i dati su efficacia e sicurezza. Ora c'è chi si scandalizza, ma ho detto una cosa che pensa l'80% della popolazione. Prima ci sono i dati e poi arriva il vaccino, è questa la consequenzialità, la tempistica giusta. Io non escludo che un vaccino contro Covid-19 possa essere efficace e sicuro, ma dico solo: fate vedere i dati. Perché vorrei essere sicuro che sia stato opportunamente testato e che soddisfi realmente i criteri di sicurezza ed efficacia".

Una parola usata dall'esperto ha sollevato diverse critiche, in particolare quelle dell'ex direttore esecutivo dell'agenzia europea del farmaco Ema, Guido Rasi: scorciatoie. "Ho detto che non accetterei scorciatoie, una cosa ipotetica e non riferita a fatti o persone reali - chiarisce Crisanti - Io non accetto scorciatoie in generale. Forse sono stato frainteso, ma non ho mai accusato nessuno. E' sotto gli occhi di tutti che sotto la pressione dell'emergenza i tempi della ricerca in generale si sono accorciati".

"Ma scusate, abbiamo dimenticato nella prima ondata di Covid-19 l'uso della clorochina e di altri farmaci che non servivano a niente: non sono state prese scorciatoie?", incalza il virologo. "Sicuramente in circostanze del genere, davanti a una malattia sconosciuta si va per tentativi". Ma, riflette, "sul vaccino arrivare un mese più tardi con più informazioni non cambia molto. Anche perché per questa ondata è comunque tardi. Per dare giustamente i vaccini il prima possibile" all'umanità "si stanno facendo tre fasi insieme. Questo da un lato è buono, ma ha anche aspetti che meritano attenzione. Stiamo parlando di vaccino mai fatto prima, di un vaccino genetico. E non c'è molta letteratura in proposito".

Per Crisanti è "d'obbligo una riflessione sulla trasparenza", di fronte a dati come quelli del sondaggio Ipsos, secondo cui una consistente fetta di italiani o non farà il vaccino (16%) o aspetterà di avere maggiori informazioni (42%). "Forse io interpreto da un diverso punto di vista la mancanza di trasparenza che gli italiani hanno percepito. Ma ci deve essere un problema di comunicazione se le persone hanno questa sensazione di carenza di informazioni. Evidentemente c'è qualcosa che sfugge a chi si indigna se così tante persone sono diffidenti", osserva il virologo.

"Vorrei però chiarire una volta per tutte - conclude - Le mie sono riflessioni, ma non sono contrario ai vaccini. Mi sono sempre vaccinato contro tutto, anche contro l'influenza ogni anno. Sarà così pure per Covid-19: intanto gli organi deputati approvino il vaccino, poi la comunità scientifica si esprimerà sulla solidità dei dati. Dopodiché, se c'è tutto quello che deve esserci, io il vaccino me lo faccio. Non ho nessun problema. A chi ha avanzato queste critiche è mancato equilibrio".



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