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Caso Genovese, vittima 18enne: "Alla festa l'inferno, ho avuto paura di morire"

CRONACA
Caso Genovese, vittima 18enne: Alla festa l'inferno, ho avuto paura di morire

(Fotogramma)

“In questi giorni dopo che è uscita la notizia del suo arresto ho cominciato a leggere tante cose, i miei ricordi si sono fatti sempre più precisi. E la cosa che mi fa più male in questi giorni è sentire i commenti di queste persone che cercano di darmi una colpa o di giustificare quello che mi è stato fatto. Quello che ho vissuto io, quelle ore di paura non si possono neanche immaginare. Ho avuto paura di morire, ho rischiato di morire. Ho avuto paura di non poter rivedere più la mia mamma, il mio papà, le mie sorelle, i miei amici. Non ho mai percepito queste feste in Terrazza sentimento come pericolose in nessun modo, non ho mai percepito questo ambiente come viscido. Andavo lì per divertirmi e mi sono ritrovata a vivere un inferno”. E' l'audio testimonianza, trasmessa questa sera nel corso della trasmissione 'Live non è la D'Urso' su Canale5, della diciottenne vittima di Alberto Genovese, l’imprenditore arrestato sabato 7 novembre e accusato di violenza sessuale.


La giovane donna in merito all’attenzione mediatica rivolta alla vicenda sottolinea: “Penso che manchi tanta sensibilità riguardo all’argomento perché molta gente parla, molta gente specula, molta gente commenta. Mi sono vista dipinta in tanti modi, cosa che comunque non giustificherebbe quello che mi è stato fatto ma mi infastidisce perché io non sono così. Io, che sono la vittima, mi sono sentita più volte offesa, più volte attaccata ingiustamente perché dopo tutto quello che ho vissuto, quest’ulteriore 'violenza mediatica' non penso assolutamente sia giusta”.

La ragazza rivolge inoltre un appello: “In questo momento chiederei un po’ di umanità a tutti”. Sulle sue attuali condizioni di salute la diciottenne afferma: “Al momento sono in cura con degli psicologi, psichiatri, ho comunque un po’ di persone al mio fianco che mi stanno aiutando. Ci tengo a ribadire che sono debole, fragile e tutto questo odio gratuito nei miei confronti mi fa stare male”.



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