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Ucraina, ucciso da un colpo di mortaio il fotoreporter italiano Andrea Rocchelli

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Ucraina, ucciso da un colpo di mortaio il fotoreporter italiano Andrea Rocchelli

Andy Rocchelli e Andrey Mironov

Le autorità ucraine hanno informato la Farnesina dell’uccisione del giornalista italiano Andrea Rocchelli che si trovava nell’area di Slovyansk. All’accertamento definitivo manca il riconoscimento della salma che è stata trasferita, insieme a quella di un cittadino russo, dall’ospedale di Andreevka a quello di Slovyansk, distante pochi chilometri, precisa la Farnesina in un comunicato.


Il ministro degli Esteri ucraino ha assicurato che nell’inchiesta sulla morte di Rocchelli “saranno coinvolti gli esperti migliori, mentre le agenzie del governo terranno informati i servizi consolari italiani sulle indagini”.

Intanto la famiglia del giovane reporter è in contatto con la Farnesina e l’Ambasciata a Kiev, che l’assisterà al suo arrivo nella capitale ucraina. La morte di Rocchelli, nel Paese da una decina di giorni, è stata violenta: è l’unica cosa che si sa fino a ora, precisano fonti della Farnesina. Insieme a Rocchelli e al suo interprete russo c’era un giornalista francese, William Roguelon, rimasto ferito e poi dimesso dall’ospedale.

La testimonianza del giornalista francese – “Abbiamo sentito colpi di kalashnikov, poi sono piovuti colpi di mortaio”. Uno dei colpi, spiega il giornalista francese, è caduto “nel fossato” dove si erano rifugiati.

L’altra vittima, Andrei Mironov - L’attivista russo ucciso insieme ad Andrea Rocchelli aveva imparato l’italiano nel gulag della Mordovia in cui era stato detenuto in epoca sovietica dopo una condanna per la diffusione di samizdat. “Veniva molto spesso in Italia, di recente è stato a Milano, per la questione della Crimea” ricorda, parlando all’Adnkronos, Francesca Gori, presidente di Memorial Italia, l’organizzazione non governativa russa che si occupa di raccogliere le storie delle vittime delle repressioni e di seguire la situazione dei diritti umani in Russia, organizzazione di cui Mironov, biologo di formazione, faceva parte.

L’ultimo reportage - E’ stato pubblicato lunedì scorso sul bisettimanale russo ‘Novaya Gazeta’, il giornale indipendente per cui lavorava Anna Politovskaya, l’ultimo reportage di Andrea Rocchelli dall’est dell’Ucraina, una storia sulle famiglie costrette a nascondersi nelle cantine per sfuggire ai combattimenti in corso nella zona.

Mogherini: “Sia accertata con rigore la dinamica” - L’Italia chiede alle autorità ucraine che “sia accertata rigorosamente la dinamica dell’attacco di cui è rimasto vittima Andrea Rocchelli”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Federica Mogherini, rendendo noto che “nelle prossime” parlerà personalmente con la sua controparte ucraina, Andrii Deshchtsia. La morte del giornalista Andrea Rocchelli è un grande dolore”.

“Piena chiarezza sull’attacco in cui hanno perso la vita Andrea Rocchelli e l’interprete russo Andrey Mironov” è quanto ha chiesto il ministro Mogherini nel colloquio telefonico con l’omologo ucraino, Andrii Deshchtsia.

Kiev apre un’inchiesta - E’ stata intanto aperta in Ucraina un’inchiesta sull’uccisione. Lo rende noto il ministro Deshchytsia in un tweet in cui assicura che “tutti i colpevoli devono essere puniti”.

Il cordoglio di Napolitano - “L’uccisione di un operatore dell’informazione, nello svolgimento dei suoi compiti, richiama a tutti la tragedia che insanguina un Paese a noi vicino anche in questi giorni così importanti per l’Europa”. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha appreso con “costernazione e dolore” l’uccisione di Andrea Rocchelli.

“Andy era il più bravo e il più coraggioso di noi e adesso non c’è più. Andy lascia la sua compagna e suo figlio. Siamo inconsolabili nel piangere una perdita incolmabile per noi di Cesura e per il panorama giornalistico”. Così il collettivo fotografico Cesura.it, di cui faceva parte il fotoreporter ucciso in Ucraina.



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