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Midterm, l'ultimo appello di Obama: "Andate alle urne, ogni voto conta"

Messaggio del presidente Usa, alla vigilia delle elezioni di metà mandato. L'inquilino della Casa Bianca, in calo nei sondaggi, è stato visto come un grande handicap dal partito democratico. Sabato il discorso sulle donne: "Basta essere pagate meno degli uomini"

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Midterm, l'ultimo appello di Obama: Andate alle urne, ogni voto conta

"Ho per voi un solo messaggio: dovete andare a votare. Votate, votate, votate". E' stato questo il semplice appello con cui, in un comizio la notte scorsa in Pennsylvania a sostegno del democratico che domani sfiderà il governatore repubblicano Tom Corbett, Barack Obama ha chiuso la sua campagna elettorale per le elezioni di midterm.


Una campagna elettorale in effetti molto breve e limitata, dal momento che molti candidati democratici, soprattutto quelli che difendono in difficilissimi duelli i seggi dalla sfida di repubblicani dati per favoriti, hanno preferito non avere il sostegno di un presidente in caduta libera nei sondaggi.

In ogni caso, Obama ha voluto esortare gli americani a recarsi domani alle urne per le elezioni di rinnovo del Congresso che solitamente hanno un'affluenza alle urne sotto il 40%. "In Ucraina hanno appena votato, e loro hanno una guerra in corso, ed hanno avuto un'affluenza del 60% , noi non abbiamo scusa per rinunciare al nostro potere", ha detto ancora Obama che è apparso più animato delle precedenti apparizioni. Ed ha ricordato come nel 2010 i democratici hanno perso per una manciata di voti le elezioni di governatore: "Questi 20 voti possono decidere se milioni di lavoratori della Pennsylvania possono avere gli aumenti che si meritano, possono decidere se gli insegnanti hanno il sostegno di cui hanno bisogno. Solo 20 voti, il vostro voto conta".

Obama non ha altri impegni elettorali per oggi e anche domani la sua agenda prevede che rimanga a Washington, ma non sono escluse apparizioni pubbliche per convincere gli elettori, soprattutto giovani ed afroamericani, la sua principale base elettorale, a recarsi alle urne.

Un'alta affluenza rimane infatti l'ultima speranza per i democratici, che i sondaggi danno da giorni come gli sconfitti annunciati. Anche se bisogna ricordare che non solo i sondaggi ma anche la statistica indica la probabile vittoria dei repubblicani: in 26 delle ultime 28 elezioni di midterm il partito del presidente è stato sempre sconfitto.

A giocare a favore dei candidati repubblicani sarà la rabbia e lo scontento della propria base elettorale nei confronti dell'amministrazione Obama che, nonostante i progressi fatti sul fronte della ripresa, viene bocciata sui temi più delicati di economia e sicurezza. I sondaggi indicano quindi che gli elettori repubblicani sono più motivati di quelli democratici a recarsi domani alle urne.

Da qui gli ultimi, disperati appelli da parte dei candidati democratici soprattutto negli Stati dove si svolgono i duelli che potranno decidere il controllo del Senato. Come la Carolina del Nord dove la senatrice democratica Kay Hagan rischia di perdere uno di quei sei seggi che, se vinti dai repubblicani, daranno al Grand Old Party il controllo del Senato, e quindi dell'intero Congresso.

In molte chiese della comunità afroamericana, che è la principale base elettorale dei democratici, chiave delle vittorie di Obama alle presidenziali, durante i sermoni domenicali sono stati rinnovati inviti ad andare a votare. Mentre un candidato del Colorado ha distribuito spillette con lo slogan 'Vote or Die', o voto o morte.

Un'altra speranza per i democratici è quella del voto in anticipo, che 17 milioni di americani hanno già espresso, compreso Obama, dal momento che solitamente è stato vinto dai democratici. Al momento sembra che almeno tre seggi al Senato attualmente tenuti dai democratici, West Virginia, Montana e South Dakota, sono destinati a passare ai repubblicani che ne devono vincere sei, difendendo i loro tre a rischio, per centrare l'obiettivo.



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