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Usa: una donna in pole position per successione al Pentagono

l'ex sottosegretario Flournoy diventerebbe la prima donna ministro della Difesa

ESTERI

Prima donna ad assumere l'incarico di sottosegretario per le politiche della Difesa, terzo in ordine gerarchico ed uno dei più delicati e importanti del Pentagono, Michele Flournoy ora potrebbe diventare la prima donna segretario alla Difesa degli Stati Uniti. Dopo l'annuncio delle dimissioni di Chuck Hagel, infatti, il nome dell'attuale capo del Center for a New American Security, think tank molto vicino a Barack Obama, circola insistentemente come il principale nella lista dei possibili candidati.


In effetti, la 54enne ex sottosegretario era entrata anche nella rosa ristretta dei candidati per il Pentagono subito dopo la rielezione di Obama nel 2012. La Flournoy, che l'anno prima aveva stupito tutti dimettendosi dall'incarico al Pentagono per occuparsi di più della famiglia, aveva allora lavorato alla campagna per la rielezione come consigliere di questioni di politica estera e sicurezza. Un campo in cui Flournoy rivendica un curriculum impeccabile, con lauree ad Harvard ed Oxford, specializzazioni alla Kennedy School e all'Army War College, unita ad una solida esperienza e conoscenza del Pentagono dove ha iniziato a lavorare già ai tempi dell'amministrazione Clinton, sempre nel settore dello sviluppo delle strategie.

Nel 2007 è stata tra i fondatori del Center for a New American Security, con l'obiettivo di sviluppare "una forte, pragmatica politica di sicurezzza nazionale e difesa". Insomma una risposta democratica all'ideologia neocon che aveva dominato gli anni dell'amministrazione Bush. Evidentemente due anni fa Obama e i suoi consiglieri avevano preferito, come avevano fatto all'inizio del primo mandato confermando Bob Gates che era stato messo al Pentagono da Bush, ancora una volta nominare un repubblicano, Hagel. Ma ora in molti sono convinti che sia proprio Flournoy la nuova forza, intellettuale e strategica, che Obama ritiene necessaria al Pentagono per rilanciare la guerra al terrorismo.



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