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Proteste a Madison dopo l'uccisione del 19enne afroamericano da parte della polizia

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Proteste a Madison dopo l'uccisione del 19enne afroamericano da parte della polizia

(AFP)

Centinaia di persone sono scese in piazza a Madison, nel Wisconsin, per protestare contro l'uccisione del giovane afroamericano Tony Robinson da parte della polizia. 'Black Live Matters' ('La vita dei neri conta') è lo slogan scandito dagli attivisti che hanno attraversato la città, dal commissariato fino al punto in cui il ragazzo è stato ucciso.


Venerdì la polizia era stata chiamata intorno alle sei e mezzo di sera per una rissa e un problema di ordine pubblico. Il primo agente ad arrivare, Matthew Kenny, bianco, 42 anni, da 12 in polizia, ha inseguito in un appartamento la persona che gli era stata indicata come sospetta. Colpito al viso, il poliziotto ha aperto il fuoco. Robinson è morto poco dopo nell'ospedale in cui era stato ricoverato.

Non sono state ritrovate armi, ma il capo della polizia di Madison, Mike Koval, ha dichiarato che è troppo presto per escluderne la presenza e definito quanto accaduto una "tempesta perfetta e perversa". L'agente è stato messo in aspettativa.

L'uccisione del giovane nero Michael Brown a Ferguson, nel Missouri, lo scorso agosto aveva scatenato proteste, anche a Madison, e aperto un dibattito in tutto il Paese, anche in seguito ad altri episodi di violenza da parte della polizia, sul comportamento delle forze dell'ordine nei confronti delle minoranze, sulla "repressione e violenza" denunciata in occasione del 50esimo anniversario della marcia di Selma, dallo stesso Presidente Barack Obama. Durante le proteste per gli eventi di Ferguson gli attivisti di Madison, mobilitati per denunciare la morte di Brown, si erano già scontrati con la polizia locale accusata di "razzismo e pregiudizi strutturali".



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