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Accordo su nucleare iraniano, Rohani: "Giornata storica". Ira di Netanyahu: "Una minaccia per noi"

Ieri in Svizzera l'intesa sul programma nucleare della Repubblica Islamica

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Accordo su nucleare iraniano, Rohani: Giornata storica. Ira di Netanyahu: Una minaccia per noi

Benjamin Netanyahu (Infophoto)

"E' un giorno che rimarrà nella storia della Repubblica islamica". Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha commentato così in un discorso alla nazione l'accordo di principio sul programma nucleare iraniano tra Teheran e il gruppo 5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza più la Germania).


Ieri è stato annunciato l'accordo di principio con la comunità internazionale in vista di un'intesa definitiva che, in base alla tabella di marcia, dovrebbe essere raggiunta entro il 30 giugno.

"Il mondo ha riconosciuto che l'Iran vuole un programma nucleare pacifico" ha detto Rohani, che ha anche messo in chiaro: "Le sanzioni non sono state imposte per portare l'Iran al tavolo (dei negoziati, ndr), il loro scopo era di costringere l'Iran ad arrendersi. Affermare che le sanzioni ci hanno spinto a negoziare è infondato".

Poi ha avvertito: se il gruppo 5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza più la Germania) "rispetterà le promesse, anche l'Iran lo farà. Se sceglierà strade diverse, altre opzioni potranno essere valutate".

All'indomani dell'accordo il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato il gabinetto di sicurezza per discutere dell'intesa raggiunta a Losanna.

"Israele chiede che ogni accordo finale con Teheran comprenda un impegno dell'Iran, chiaro e senza ambiguità, per il riconoscimento al diritto all'esistenza d'Israele" ha detto Netanyahu dopo la riunione, secondo quanto riferiscono i media israeliani. Il gabinetto di sicurezza è "unito nell'opposizione all'accordo - ha detto ancora Netanyahu - Un accordo basato su questa cornice è una minaccia alla sopravvivenza d'Israele".

Israele non può accettare un accordo "che permette a un Paese che si augura di distruggerci di sviluppare un'arma nucleare", ha scandito il premier israeliano. "Solo due giorni fa - ha aggiunto - nel pieno dei negoziati a Losanna, il comandante delle forze di sicurezza iraniane dei Basij ha dichiarato che 'la distruzione d'Israele non è negoziabile'. Bene voglio che sia chiaro per tutti: la sopravvivenza d'Israele non è negoziabile".

L'accordo, ha dichiarato il primo ministro, non porterà "alla distruzione di un solo impianto nucleare in Iran né alla distruzione di una singola centrifuga", anzi "legittimerà il suo programma nucleare illegale". Inoltre, ha argomentato Netanyahu, il sollevamento delle sanzioni rafforzerà economicamente l'Iran permettendogli di aumentare il sostegno al terrorismo e le aggressioni nella regione. Secondo il premier israeliano, l'accordo non blocca la strada per la bomba, ma la apre. E questo, provocherà una corsa agli armamenti nucleari nella regione con il rischio di "una guerra terribile".

Respingendo l'argomento del presidente americano Barack Obama che l'alternativa all'accordo è la guerra, Netanyahu ha dichiarato che vi è un'altra alternativa: "Mostrarsi fermi, accrescere la pressione verso l'Iran fino a quando non sarà raggiunto un buon accordo".

Intanto continuano i festeggiamenti a Teheran. Centinaia di persone sono scese in strada giovedì sera nella capitale Teheran, sfilando a piedi o in auto con la bandiera iraniana. Le manifestazioni di gioia sono andate avanti fino a mattina con centinaia di persone, soprattutto giovani, che hanno festeggiato il rientro a Teheran del ministro degli Esteri Zarif. L'auto del ministro, che si è sporto dal tettuccio per salutare, ha sfilato tra la folla che acclamava e sventolava la bandiera iraniana.

Dopo la storica intesa, una vera e propria accoglienza da eroe è stata riservata al ministro degli Esteri iraniano e agli altri membri della delegazione al loro ritorno a Teheran. Migliaia di persone, prospettando la revoca delle sanzioni contro la Repubblica islamica, hanno atteso il capo della diplomazia e hanno lanciato slogan in suo sostegno. "Viva Zarif, viva Araqchi (Seyyed Abbas, vice ministro che ha avuto un ruolo chiave nei colloqui, ndr)" e "Grazie Zarif" hanno gridato i manifestanti sventolando la bandiera iraniana, mentre alcuni hanno scelto di scattare una foto al loro "eroe" con il cellulare.

Anche sui social media, che pure in Iran sono ufficialmente bloccati, l'annuncio dell'accordo di Losanna è stato rilanciato su migliaia di account insieme alle foto ufficiali e quelle dei festeggiamenti per le strade di Teheran.



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