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Usa, Corte Suprema annulla condanna per minacce su Facebook

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Usa, Corte Suprema annulla condanna per minacce su Facebook

(Foto infophoto)

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato la condanna di un uomo della Pennsylvania che aveva rivolto minacce di morte all'ex moglie su Facebook. Secondo i supremi giudici americani, i procuratori non hanno infatti presentato sufficienti prove del fatto che con i "post" sotto accusa abbiano fatto sentire minacciata una persona ragionevole.


E' stato così accolto il ricorso, presentato a Anthony Elonis che si appellato al primo emendamento che tutela la libertà di espressione dopo essere stato condannato per aver postato testi di canzoni rap in cui minacciava di uccidere in modo orrendo l'ex moglie. Nei post venivano rivolte minacce anche alle forze dell'ordine, colleghi e persino si evocava la possibilità di un attacco ad una scuola elementare, come quello alla Sandy Hook. Ed è stato dopo le minacce di un attacco ad una scuola che l'Fbi ha avviato l'indagine che ha portato all'arresto dell'uomo poi condannato a quattro anni di carcere.

Elonis si è difeso sostenendo che il governo non aveva il diritto di incriminarlo senza dimostrare l'intenzione che volesse veramente minacciare gli altri. La decisione della Corte Suprema, quasi unanime, 8 voti favorevoli e due contrari, si è basata soprattutto su questo elemento, piuttosto che sulla difesa del primo emendamento.

Infatti i sommi giudici non hanno escluso la possibilità che Elonis - 27enne al momento disoccupato, dopo aver completato un anno fa la condanna - possa essere considerato colpevole da un uomo procedimento, che è stato ordinato, di un tribunale che dovrà appunto verificare se nel postare quelle minacce vi fosse effettivamente l'intenzione di recare danno.

Il caso ha attirato molta attenzione perché è stato considerato un importante test sulla libertà di espressione nell'era di Internet, per determinare fino a che punto si possono accettare minacce ed espressioni violente sui social media. Come quelli che Elonis rivolgeva alla moglie Tara dopo che l'aveva lasciato portandosi via i due figli. Gli avvocati di Elonis hanno sostenuto che i post in cui l'uomo faceva riferimento ad atti di violenza contro la moglie erano una forma di arte ed insieme una sorta di terapia.



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