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Dieci anni fa gli attacchi terroristici a Londra, la minaccia continua

una delle spiegazioni su fuga 3 sorelle di Bradofrd è insistenza polizia nel chiedere di contattare fratello jihadista

ESTERI
Dieci anni fa gli attacchi terroristici a Londra, la minaccia continua

(Xinhua)

Dieci anni fa, il sette luglio del 2005, gli attentati terroristici di Londra in cui rimasero uccise 52 persone. Autobus e metropolitane furono prese di mira da un gruppo di giovani radicalizzati provenienti dalla provincia. La minaccia del terrorismo è più presente che mai, con centinaia di giovani britannici partiti a combattere al fianco dell'Is in Siria e in Iraq, e gli sforzi di prevenzione del terrorismo varati subito dopo il 7/7 sono stati snaturati, come sembra testimoniare il caso delle sorelle di Bradford, fuggite in Siria con i loro nove figli.


Il programma 'Prevent' che si proponeva di coinvolgere le comunità contro ogni forma di estremismo è stato ridotto e snaturato dal governo conservatore dopo il suo insediamento nel 2010. Dal coinvolgimento dei giovani a rischio si è passati alla sorveglianza e alla caccia alle streghe. Le persone che avrebbero dovuto essere seguite sono diventate quelle da perseguire, un andamento che si è aggravato con la legge entrata in vigore in questi giorni che impone a insegnanti, medici e paramedici e dipendenti pubblici di comunicare alle agenzie di sicurezza sospetti su giovani radicalizzati.

"In questi dieci anni siamo diventati una società più polarizzata. Non abbiamo risolto nulla, stiamo solo continuando a ripetere gli stessi errori", ha spiegato in un'intervista al Washington Post Alyas Karmani, leader della comunità musulmana e consigliere comunale a Bradford, la cittadina da cui proveniva il 17enne che si è fatto esplodere in Iraq il mese scorso e le tre sorelle partite con i loro nove figli per la Siria.

I mariti delle donne hanno spiegato il loro gesto con l'insistenza della polizia nel chiedere loro di contattare il fratello estremista già partito per la Siria. Un contatto all'origine della radicalizzazione delle donne, sostengono i mariti per cui una delle tre Zohara Dawood, ha scritto di essere fuggita perché insieme alle sue sorelle si sentiva sotto il controllo costante della polizia.



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