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Pentagono preoccupato: navi spia russe troppo vicine a cavi sottomarini

Si teme un attacco di Mosca al sistema globale di comunicazioni Internet

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Pentagono preoccupato: navi spia russe troppo vicine a cavi sottomarini

La nave militare russa Ammiraglio Panteleyev (Foto Xinhua)

Il confronto militare a distanza tra Stati Uniti e Russia si sposta negli abissi degli oceani. Oggetto delle rinnovate tensioni tra le due superpotenze, che evocano a tratti scenari da Guerra Fredda, sono i cavi sottomarini attraverso i quali transitano quasi tutte le comunicazioni Internet globali. Sommergibili e navi spia russe, in maniera sempre più aggressiva, stanno operando a varie latitudini a distanza ravvicinata da queste infrastrutture, alimentando a Washington il sospetto che Mosca stia mettendo a punto dei piani per attaccare, in caso di conflitto, queste linee di comunicazione vitali per i governi e le economie mondiali.


Come riporta il New York Times, che a questo scenario dedica un lungo articolo, non ci sono prove che la Russia abbia già 'tranciato' uno dei cavi della rete sottomarina attraverso la quale, per dare un'idea della sua importanza, passano ogni giorno transazioni finanziarie per un valore di 10 trilioni di dollari, o il 95 per cento delle comunicazioni. Tuttavia, negli Stati Uniti e tra i loro alleati cresce la preoccupazione per il rinnovato attivismo della flotta russa. Un ulteriore esempio della sfiducia e del sospetto con i quali da Washington si osserva ogni mossa di Mosca.

Il Pentagono e le agenzie di intelligence Usa non si sbottonano sul valore attribuito alle crescenti attività navali russe. Le informazioni rimangono top secret e non vengono discusse pubblicamente. Ma oltre una decina di ufficiali e funzionari statunitensi hanno confermato al Nyt che la questione è ormai divenuta argomento di primaria attenzione negli ambienti della Difesa. Se ufficialmente gli alti ufficiali di Marina interpellati dal quotidiano statunitense si limitano ad esprimere una preoccupazione generalizzata senza entrare nel dettaglio, in privato, altre fonti sono assai più dirette nell'indicare le aree di maggiore rischio.

Dal Mare del Nord all'Asia nordorientale, e perfino in acque statunitensi, riferiscono queste fonti, c'è un diffuso allarme per l'aumentata attività russa in prossimità delle rotte lungo le quali sono posizionati i cavi sottomarini. Particolare attenzione, ad esempio, ha suscitato il mese scorso la presenza lungo la costa orientale degli Usa della nave spia russa Yantar, in rotta verso Cuba, dove nei pressi della base di navale statunitense di Guantanamo si trova un importante cavo sottomarino. La Yantar, che è equipaggiata con strumenti molto sofisticati e dispone di due battelli di profondità, non è mai stata persa di vista dai satelliti spia e dalle navi e dagli aerei Usa.

"I cavi vengono tranciati in continuazione, dalle ancore delle navi che poggiano sui fondali o dai disastri naturali. Ma la maggior parte degli incidenti si verificano a poche miglia dalle coste e i danni possono essere riparati nel giro di pochi giorni", spiega Michael Sechrist, ex ricercatore del Mit di Boston e autore nel 2012 di un studio sul sistema globale di cavi sottomarini. Ma il Pentagono teme che i russi stiano cercando di individuare i punti vulnerabili delle infrastrutture a profondità assai maggiori, dove eventuali danni sarebbero più difficili da scoprire e riparare.

Sechrist fa notare che l'ubicazione dei cavi non è un segreto imperscrutabile. "I cavi sottomarini tendono a seguire le stesse rotte utilizzate fin dal 1860", spiega. Un'eccezione è però costituita dai cavi speciali, che poggiano lungo rotte segrete, utilizzati dagli Stati Uniti a scopi militari. La loro ubicazione non è riportata sulle mappe ed è possibile, sottolineano le fonti interpellate dal Nyt, che i Russi stiano cercando di scoprire dove si trovino.



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