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Erdogan a Putin: "Russia non giochi col fuoco"

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Erdogan a Putin: Russia non giochi col fuoco

Proteste contro Vladimir Putin a Istanbul (AFP PHOTO)

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan invita la Russia a "non giocare con il fuoco" nel mezzo delle tensioni dopo l'abbattimento, martedì scorso sul confine con la Siria, del Su-24 russo da parte delle forze di Ankara. "Putin ha detto che 'chi usa un doppio standard riguardo il terrorismo, gioca con il fuoco'. Sono pienamente d'accordo con lui", ha affermato Erdogan parlando dalla provincia di Bayburt, nel nord della Turchia.


"Sostenere il regime di Bashar al-Assad in Siria, che ha ucciso 380mila persone nella stessa Siria, è giocare con il fuoco - ha proseguito Erdogan citato dal sito web del giornale turco Hurriyet - Colpire gruppi dell'opposizione che godono di legittimità a livello internazionale con il pretesto di combattere contro Daesh (acronimo in arabo dell'Is, ndr) è giocare con il fuoco".

"E sfruttare un incidente - ha aggiunto - come scusa per tormentare i nostri cittadini che sono in Russia per partecipare a una fiera è giocare con il fuoco. Colpire in modo irresponsabile camion nella regione che potrebbero essere lì per attività commerciali o umanitarie è giocare con il fuoco. Invitiamo calorosamente la Russia a non giocare con il fuoco".

Ieri, secondo la Cnn Turk, una cinquantina di imprenditori turchi sarebbero stati arrestati in Russia con l'accusa di "false dichiarazioni sul loro viaggio nel Paese". Gli imprenditori erano nella città di Krasnodar per partecipare - stando all'emittente - a una fiera dell'agricoltura.

Erdogan, che ha definito "inaccettabili" le reazioni di Mosca, ha quindi chiesto al presidente russo di incontrarsi a Parigi il 30 novembre, a margine della conferenza sul clima, per parlare dell'abbattimento del caccia. Sempre lunedì a Bruxelles, inconterà il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov stamani aveva già confermato l'esistenza di una richiesta di Erdogan di incontrare Putin a Parigi il 30 novembre.

Stop ai raid turchi sulla Siria - L'aeronautica militare della Turchia ha deciso la sospensione dei voli sulla Siria e quindi dei raid nell'ambito della campagna militare coordinata con gli Stati Uniti contro il sedicente Stato Islamico (Is). Lo riferiscono fonti diplomatiche turche citate dal sito di Hurriyet a condizione di anonimato. La sospensione della partecipazione di caccia turchi rientra in una decisione presa con la Russia, che ha anche sospeso la sua campagna aerea vicino al confine con la Turchia.

Il giallo dell'embargo - Intanto Ankara non ha ricevuto alcuna notifica ufficiale di embargo da parte della Russia. Lo ha affermato il ministro turco dell'Agricoltura, Faruk Celik, citato dai media locali.

Continuano i raid sulla Siria - Esclusi quelli della Turchia, continuano comunque i raid contro l'Is che però coinvolgono anche i civili. E' di 12 morti, tra cui cinque bambini, il bilancio che arriva da Raqqa, dove è stata colpia la Huttin School. Lo hanno reso noto gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani. Sulla zona della scuola sono stati sferrati almeno 11 raid aerei, hanno riferito gli attivisti, spiegando che ore prima i miliziani del sedicente Stato Islamico avevano amputato la mano di un giovane accusando di aver ''rubato delle moto''.



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