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Clima, Hollande: "Sfida del nostro tempo assieme a lotta a terrorismo"

ESTERI
Clima, Hollande: Sfida del nostro tempo assieme a lotta a terrorismo

La Tour Eiffel in verde (Twitter/Ambasciata Usa)

La lotta al terrorismo e quella ai cambiamenti climatici sono le due "sfide" del nostro tempo. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande intervenendo alla Conferenza sul clima, dopo un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli attentati di Parigi. "In gioco c'è la pace", ha sottolineato, spiegando che i cambiamenti climatici possono innescare conflitti per il controllo delle risorse naturali.


"Dobbiamo lasciare ai nostri figli un pianeta sostenibile- ha proseguito Hollande - l'anno trascorso è quello dei record, record della temperatura, di concentrazione di Co2, di eventi climatici estremi, siccità, scioglimento dei ghiacci e innalzamento del livello del mare". Nessuna regione del mondo è a riparo e "i Paesi più poveri, i più vulnerabili, sono quelli maggiormente toccati". In nome della "giustizia climatica", Hollande ha ricordato gli obiettivi della conferenza: il contenimento del riscaldamento globale sotto i due gradi, "1,5 se possibile", con un sistema di controlli e una revisione ogni cinque anni. "Mai la posta in gioco è stata così alta per un summit", ha detto ancora Hollande, spiegando che "in pochi giorni si dovrà decidere per i prossimi decenni". E rimarcando che l'accordo finale dovrà essere "universale e vincolante".

Fabius: "Mondo si aspetta da noi 'missione compiuta" - Al termine della Cop21 di Parigi, il prossimo l'11 dicembre, "il mondo si aspetta da noi quattro parole: 'la missione è compiuta!'". Così Laurent Fabius, presidente della conferenza sul clima e ministro degli Esteri francese, aprendo la prima sessione di lavoro a le Bourget. L'accordo per limitare entro i due gradi l'aumento della temperatura globale "non è scontato ma è alla nostra portata", ha rimarcato Fabius.

Ban Ki-Moon: "L'accordo deve essere duraturo" - Ban Ki-Moon chiede un accordo di lunga durata ai partecipanti alla Conferenza Onu. "Ci sono per me quattro criteri di successo, in primo luogo l'accordo deve essere duraturo, deve inviare un messaggio chiaro e far capire che il passaggio a un'economia mondiale è inevitabile. Deve proporre un progetto a lungo termine che centri l'obiettivo dei due gradi", ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite. "I Paesi sviluppati - ha poi aggiunto Ban - devono mantenere le loro promesse e mobilitare cento miliardi all'anno. E' il punto di partenza degli obiettivi e impegni finanziari. Siamo a un punto cardine per l'avvenire dei vostri paesi, dei vostri popoli e della nostra casa comune, il pianeta terra. Da voi dipende la sorte dell'accordo di Parigi. L'avvenire del nostro pianeta è nelle vostre mani". Ban ha infine sottolineato la necessità che l'intesa sia dinamica e possa adattarsi ai cambiamenti senza necessità di rinegoziarla continuamente.

Obama: "Quasi troppo tardi ma possiamo invertire la tendenza" - "E' quasi troppo tardi, ma possiamo invertire la tendenza". Lo ha detto il presidente americano Barack Obama, intervendo alla Conferenza, esortando i leader presenti "a dimostrare quello che possiamo fare se uniamo i nostri sforzi per un obiettivo comune". "Siamo la prima generazione ad aver scatenato il cambiamento climatico, ma forse siamo anche l'ultima a poter fare qualcosa. Come una delle prime economie del mondo - ha rimarcato - sono pienamente consapevole che siamo alla fonte del problema". E all'omologo cinese Xi Jinping prima dell'inizio dei lavori, aveva detto: "In nessun altro campo il nostro coordinamento è così necessario e fruttuoso". "I nostri sono i due Paesi che emettono più carbonio e siamo entrambe convinti che sia nostra responsabilità agire", ha aggiunto il presidente americano, che ha sottolineato l'esigenza di "rafforzare la trasparenza per costruire la fiducia" nella lotta ai cambiamenti climatici. Obama ha ricordato che vi sono "differenze" fra Stati Uniti e Cina, citando questioni marittime e di cyber sicurezza, ma ha voluto sottolineare "che vi sono più cose in comune fra Stati Uniti e Cina, di quante separino i due Paesi".

Incontro bilaterale Cameron-Renzi. Premier britannico: "Serve accordo globale per problema globale" - "Un accordo globale per un problema globale". E' quanto chiederà il premier britannico David Cameron nel suo intervento di oggi alla Conferenza Onu. Come anticipa la stampa britannica, Cameron - che a quanto si apprende ha avuto un bilaterale con Matteo Renzi - chiederà che gli accordi raggiunti nella capitale francese siano inquadrati in una cornice legale che vincoli i Paesi aderenti e garantisca il rispetto degli obiettivi fissati. Questo, per il premier britannico, "darà certezze alle imprese e alle opinioni pubbliche mondiali" sulla serietà degli impegni assunti dai vari governi. Nel corso della conferenza Cameron ha in programma incontri con il premier indiano Narendra Modi, il presidente Usa Barack Obama e il presidente cinese Xi Jinping. Inoltre, il premier britannico annuncerà il suo sostegno ai Paesi più poveri, soggetti alle conseguenze più estreme dei cambiamenti climatici.



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