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Cameron ottiene Ok da governo, domani il voto sui raid in Siria

Un centinaio di deputati laburisti approveranno il via libera ai bombardamenti

ESTERI
Cameron ottiene Ok da governo, domani il voto sui raid in Siria

Il premier britannico David Cameron (Foto Afp)

Dopo la bocciatura del 2013, stavolta per David Cameron non ci saranno sorprese alla Camera dei Comuni nel voto sull'autorizzazione all'intervento militare in Siria. Allora, l'obiettivo era il regime di Bashar Al Assad, sospettato di voler usare le armi chimiche contro le forze di opposizione. Stavolta, con l'esplosione della minaccia jihadista e e dopo l'allarme sollevato dalle stragi di Parigi, i bombardamenti dei Tornado britannici si concentreranno sulle postazioni dello Stato Islamico.


Il premier, che oggi ha incassato il via libera del suo governo, potrà contare oltre che sui voti dei deputati conservatori anche su una consistente percentuale di voti laburisti. Tra i 40 e i 100 deputati del Labour, su un totale di 231, sono a favore dei raid, in aperto dissenso con il leader del partito, Jeremy Corbyn.

Il travaglio laburista, andato in scena per giorni, tra gli inutili tentativi di Corbyn di imporre la sua linea pacifista e il rischio di una grave spaccatura nel partito, ha trovato ieri un punto di compromesso. Di fronte alla prospettiva delle dimissioni di gran parte dei membri del governo ombra, schierati per i bombardamenti, il leader ha concesso ai deputati del Labour la libertà di voto.

Di fatto, Corbyn ha spianato la strada alla mozione di Cameron, che verrà discussa domani ai Comuni a partire da mezzogiorno e votata a partire dalle 22. Il leader laburista, nel corso di una riunione con il governo ombra nella quale è stato duramente contestato - "caos totale" hanno riferito alcuni dei presenti secondo quanto riportato dalla stampa britannica - non è nemmeno riuscito ad imporre ai dissidenti un documento nel quale si ribadiva che la posizione ufficiale del partito è contro l'intervento armato in Siria.

Corbyn esprimerà le sue posizioni anti raid domani in aula, nella replica all'intervento del premier. A chiudere il dibattito, come da tradizione, saranno il ministro degli Esteri ombra Hilary Benn, favorevole ai bombardamenti e, per il governo, il ministro degli Esteri Philip Hammond. Un ulteriore smacco per Corbyn e una netta vittoria per Cameron. Poi, spetterà ai Tornado della Raf, già attivi contro l'Is nei cieli dell'Iraq, iniziare a colpire i bersagli jihadisti anche in Siria.

Il Regno Unito, ha riferito stamattina il ministro della Difesa Michael Fallon davanti alla Commissione Difesa del Parlamento, è direttamente minacciato dallo Stato Islamico. "I bombardamenti da soli" non basteranno a distruggere l'Is, ha aggiunto, ma potranno allontanarne la minaccia. Nel frattempo, i pacifisti della "Stop the war coalition" hanno annunciato tra oggi e domani una serie di manifestazioni in tutto il Paese. La prima è in programma stasera alle 18 (ora locale) a Parliament Square, a Londra, con cortei che sfileranno davanti alle sedi del Partito Conservatore e di quello Laburista.



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