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Prove di intesa Putin-Erdogan, Siria la cartina di tornasole

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Prove di intesa Putin-Erdogan, Siria la cartina di tornasole

(foto Afp)

Vladimir Putin non è il primo leader straniero che Recep Tayyp Erdogan incontrerà dopo il fallito golpe contro di lui. Ma quasi (il presidente del Kazakhstan Nursultan Nazarbayev è oggi ad Ankara). Il loro incontro martedì a San Pietroburgo, dopo mesi di crisi fra Russia e Turchia in seguito all'abbattimento del Sukoi 24 alla frontiera con la Siria a novembre, rappresenta la prova di una relazione utile a entrambi destinata inevitabilmente ad ancorarsi intorno al comune timore per colpi di mano di ispirazione straniera.


Nelle settimane successive al golpe, numerosi esponenti politici russi hanno alimentato il clima di sospetto di Ankara verso gli Stati Uniti e la Nato. Un cerchio che Ankara ha chiuso insinuando l'idea che i piloti dell'F-16 che ha aperto il fuoco contro il Sukhoi di Mosca fossero simpatizzanti di Fethullah Gulen, il 'dissidente' rifugiato negli Stati Uniti a cui Erdogan ha attribuito l'organizzazione del golpe contro di lui. Ma non solo, sui media turchi controllati dal governo si suggerisce in questi giorni che l'intento del movimento sovversivo era anche quello di provocare un conflitto fra Mosca e Ankara.

"Per suscitare timori in Occidente, Erdogan vorrà far vedere che la Turchia si avvicina alla Russia", ha scritto in questi giorni il commentatore Kadri Gursel per al Monotor.com dopo essere stato licenziato lo scorso anno da Milliyet per un tweet critico alle politiche di Erdogan sulla Siria.

Auspicando per martedì colloqui "costruttivi e positivi", il consigliere per la politica estera del Cremlino Yuri Ushakov ha parlato della possibilità che possano riprendere i summit bilaterali con cadenza regolare, già dal prossimo anno a Mosca. Ma già l'incontro del 9 prevede, dopo un colloquio diretto fra Putin ed Erdogan, l'allargamento dell'incontro a diversi ministri e, al termine di una conferenza stampa congiunta, anche a rappresentanti della comunità degli affari (come il ceo di Gazprom Aleksei Miller).

La vera cartina di tornasole del successo dell'incontro di San Pietroburgo, la condizione per la reale ripresa delle relazioni di cooperazione, sarà la Siria, il dossier su cui la Turchia anti Assad e la Russia che invece in tutti questi anni di guerra civile il presidente siriano lo ha sempre sostenuto e da diversi mesi ha intensificato il supporto politico ai curdi, hanno visto le loro posizioni farsi sempre più lontane fino alla rottura di novembre.

"Anche se i ministri della difesa non parteciperanno ai colloqui fra Putin ed Erdogan, saranno presenti all'incontro esperti di Siria". Con l'auspicio di Mosca che "la posizione turca sia più costruttiva su questo tema", ha detto Ushakov. Il portavoce di Erdogan, Ibrahim Kalin, ha anticipato l'intenzione di Ankara di "lavorare insieme alla Russia per definire la transizione politica in Siria, una struttura democratica e plurale accettata dai siriani", pur precisando che una tale soluzione "non sarà possibile fino a che Assad rimarrà al potere".

In agenda quindi il parziale sollevamento delle sanzioni imposte ad Ankara da Mosca dopo l'abbattimento del caccia (il bando alle importazioni di prodotti agro alimentari, limitazioni all'impiego di turchi e compagnie turche in Russia, il flusso di gas non è mai stato interrotto, e al turismo), lo sviluppo di una centrale nucleare di Akkuyu e dell'oleodotto Turkish Stream e la partecipazione delle società turche al progetto. "Il ripristino della partnership fra Russia e Turchia nel settore dell'energia può essere un fattore importante della sicurezza energetica europea", ha sottolineato Ushakov senza fornire ulteriori elementi sul dossier, in realtà già rallentato prima della crisi di novembre.

La zoppicante nazionale di calcio russa disputerà una amichevole contro quella Turca ad Antalya ha annunciato oggi il ministro dello sport Vitaly Mutko. Forse potrà svolgersi già il prossimo 31 agosto, anticipava ieri Milliyet, secondo cui Erdogan potrebbe invitare Putin ad assistere alla partita nel corso del loro colloquio a San Pietroburgo.



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