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"In Colombia la guerra è finita", Farc approvano all'unanimità l'accordo di pace

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In Colombia la guerra è finita, Farc approvano all'unanimità l'accordo di pace

(Afp)

"La guerra è finita, lunga vita alla Colombia, lunga vita alla pace". Con queste parole il comandante delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia Ivan Marquez ha annunciato l'approvazione, ieri, all'unanimità dell'accordo di pace con il governo colombiano da parte del Congresso delle Farc.


L'accordo è stato firmato lo scorso 24 agosto all'Avana e mette fine a una guerra civile cominciata nel 1964 che ha causato circa 220mila morti, 45mila dispersi e più di 7 milioni di sfollati. L'intesa, cui ha fatto seguito un cessate il fuoco bilaterale e definitivo in vigore dal 29 agosto, sarà firmato lunedì dal presidente colombiano Juan Manuel Santos e dai leader delle Farc, e sottoposto con un referendum al voto dei colombiani il 2 ottobre.

I combattenti dell’organizzazione guerrigliera più antica e numerosa del Paese si sono impegnati a deporre le armi, a rispettare lo stato di diritto e ad abbandonare la lotta armata. Le Farc potranno trasformarsi in un partito politico e i suoi affiliati ritornare alla vita civile. In particolare, alle Farc verranno assegnati di diritto 10 seggi nel Congresso per due legislature, fino al 2026. Dopo, dovranno dimostrare la propria forza alle urne.

In occasione del bilaterale Usa-Colombia che ha avuto luogo a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, il presidente americano Barack Obama ha definito l'accordo di pace tra le Farc e il governo di Bogotà "un risultato storico" dopo 52 anni di conflitto armato, che "offre alla Colombia l'opportunità di aprire un nuovo capitolo della sua storia". "L'accordo - ha proseguito Obama - porterà benefici all'intera regione e al popolo colombiano. Ci vuole coraggio e impegno da parte di tutti. E noi siamo orgogliosi di aver avuto una piccola parte nel far avanzare il dialogo".

"Quando ho deciso di prendere l'iniziativa - ha ricordato il presidente colombiano Santos - una delle prime persone che ho informato è stato il presidente Obama. Da allora, mi è stato di grande sostegno. Tutti i giorni, tutte le settimane mi ha chiesto come stesse andando e mi ha sostenuto in tutti i modi possibili". Santos, a New York per presentare l'accordo di pace al governo americano e all'Onu, è adesso alla ricerca di fondi per finanziare una delle sfide più complesse del processo di pace, rimuovere le mine antiuomo presenti su più di metà del territorio.

La storica cerimonia per la firma degli accordi di pace si svolgerà lunedì nella città caraibica di Cartagena de Indias. Alla cerimonia saranno presenti, tra gli altri, il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, il segretario di Stato americano John Kerry, l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue Federica Mogherini, il presidente della Banca mondiale Jim Yong Kim, la direttrice del Fmi Christine Lagarde, e i tredici capi di Stato della regione (Messico, Guatemala, Honduras, El Salvador, Costa Rica, Panama, Cuba, Venezuela, Repubblica Dominicana, Ecuador, Perù, Cile e Paraguay).



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