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Melania Trump, dalle passerelle milanesi alla Casa Bianca

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Melania Trump, dalle passerelle milanesi alla Casa Bianca

Melania Trump (Fotogramma)

Sembrano lontani anni luce i tempi in cui Melania Trump, nata Melania Knauss, e oggi moglie del 45esimo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, calcava le passerelle internazionali, sfilando per i brand più noti del fashion come modella. Eppure, il mondo della moda era scritto in qualche modo nel suo Dna, visto che, come ha raccontato più volte, sua madre Amalija, creatrice di moda, le ha trasmesso negli anni la passione per la moda e il design. E da un piccolo paesino in Slovenia, nella bassa valle del Sava, di strada ne ha fatta parecchia, Melania.


La nuova first lady iniziò la sua carriera di modella giovanissima: aveva appena 16 anni quando venne scoperta dal fotografo sloveno Stane Jerko a Lubiana, dove studiò design e architettura prima di finire, a 18 anni, nella scuderia di Riccardo Gay, firmando per la sua agenzia di modelle a Milano. Nella città meneghina, Melania ha sfilato con alcuni dei brand più prestigiosi, da Gucci a Valentino, passando anche per Lancetti, come raccontano gli autori della biografia non autorizzata 'Melania Trump - The Inside Story', Igor Omerza e Bojan Pozar.

Dopo Milano, fu la volta delle passerelle parigine, sulle quali sfilò per un periodo, prima di volare a New York City, dove si trasferì nel 1996. Qui lavorò con alcuni dei fotografi di moda più noti, come Helmut Newton, Patrick Demarchelier e Mario Testino, guadagnandosi in poco tempo le copertine delle riviste che contano: 'Vogue', 'Harper's Bazaar', 'In Style', 'Allure', 'Vanity Fair', 'Glamour' e 'GQ' (per il quale posò senza veli).

Come modella è apparsa anche in bikini nel 2000 su 'Sports Illustrated Swimsuit Issue', il numero annuale dedicato ai costumi da bagno. E chissà se alla Casa Bianca, Melania porterà con sé anche il Made in Italy. Del resto, la Pussy Bow di seta, ossia la blusa ciclamino dal forte sapore bohemien che la nuova first lady indossò all'indomani della polemica sulle dichiarazioni sessiste di Trump, era firmata proprio Gucci.



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