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“Acqua e ossigeno ad Alfie”

ESTERI
“Acqua e ossigeno ad Alfie”

(Foto da Instagram)

A 10 ore dal distacco dal respiratore, Alfie Evans respirava da solo. E ora più che mai non si fermano i tentativi messi in campo, da più parti, per salvare il piccolo al quale ieri è stata concessa la cittadinanza italiana. "L'équipe del Bambino Gesù è allertata e pronta a partire in pochi minuti", ha fatto sapere la presidente dell'ospedale pediatrico della Santa Sede, Bambino Gesù di Roma, Mariella Enoc aggiungendo: "Il ministro Pinotti si sta attivando per dare l'aereo. La situazione va risolta in pochi minuti".


"Siamo umanamente coinvolti, quello che potevamo fare lo abbiamo fatto, mettendo anche a disposizione le nostre strutture", ha detto la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin.

Dopo che l'Alta corte britannica ha respinto l'ultimo appello dei legali dei genitori, ieri sera il respiratore che teneva in vita il piccolo di 23 mesi, affetto da una malattia neurodegenerativa, è stato staccato e questa mattina presto gli sono stati concessi acqua e ossigeno. A riferirlo è l'associazione umanitaria Steadfast onlus, che sta seguendo la vicenda del piccolo ricoverato all'Alder Hey Children's Hospital di Liverpool. I medici sono "esterrefatti" in quanto pensavano sarebbe morto in pochi minuti.

Il giudice dell'Alta Corte Anthony Paul Hayden ha così convocato una nuova udienza per oggi pomeriggio alle 15.30 a Manchester (ore 16.30 italiane) visti gli sviluppi delle ultime ore. Lo riporta il sito 'Liverpool Echo'. Hayden è lo stesso giudice che aveva autorizzato il distacco delle macchine. Alla luce dei nuovi sviluppi però, Mr justice ha deciso di riconvocare le parti.

Durante la notte, i genitori di Alfie lo hanno "aiutato con la respirazione bocca a bocca". Dopo che gli era stato staccato il respiratore da qualche ora, il bimbo ha avuto una crisi, ma - riferisce l'associazione - i medici dell'ospedale si sono rifiutati di dargli l'ossigeno, come prevede il protocollo in corso. Ma il piccolo è un guerriero. E alla fine, da Liverpool arriva una buona notizia: "Alfie è stabile, ha un buon colorito e sta vicino alla sua mamma". Al momento del distacco del respiratore, ieri sera, ci sarebbero stati 30 poliziotti nella stanza del bimbo in ospedale.

"Mi sono sentito benedetto quando gli hanno confermato acqua e ossigeno". Alfie "sta ancora respirando da solo, lo ha fatto per 9 ore, ma il suo corpo è ossigenato". Sono le parole di Thomas Evans, il papà del piccolo di 23 mesi. "Per 9 ore Alfie ha respirato da solo. E' arrivato un momento in cui Kate", la mamma, "si è proprio addormentata accanto a lui - ha raccontato stamattina il padre del bambino al programma tv 'Good Morning Britain' - Stiamo controllando i suoi livelli. Il suo livello di ossigeno è inferiore a 70 perché sta faticando".

Evans ha anche ripercorso il momento in cui la situazione si è sbloccata: "Mi sono messo a sedere con i medici e ho detto che questo stava diventando un crimine. Affamarlo di cibo e idratazione, potenzialmente di ossigeno. Così mi sono seduto con i dottori. Abbiamo avuto un incontro di circa 40 minuti e hanno detto di sapere che ho ragione e avevo sempre avuto ragione. Non sta nemmeno soffrendo".

"Ad Alfie è stato concesso ossigeno e acqua. E' incredibile. Non importa cosa succederà, ha già dimostrato che questi dottori si sbagliano", ha scritto la mamma su Instagram postando anche due foto del bimbo: nella prima riposa fra le braccia di Kate, senza i tubicini per l'ossigeno, nel secondo scatto ha invece le cannule.

Il Papa è intervenuto nuovamente sulla vicenda. In un tweet di ieri sera, il Pontefice, che la settimana scorsa ha ricevuto il padre del piccolo in Vaticano e ha chiesto all'ospedale vaticano Bambino Gesù di fare l'impossibile per portare il bimbo in Vaticano, ha scritto: "Commosso per le preghiere e la vasta solidarietà in favore del piccolo Alfie Evans, rinnovo il mio appello perché venga ascoltata la sofferenza dei suoi genitori e venga esaudito il loro desiderio di tentare nuove possibilità di trattamento".



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