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Vertice in salita

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Vertice in salita

(Afp)

Un vertice europeo sui migranti che si annuncia tutto in salita. Ancora poche ore, e a Bruxelles l'Italia si ritroverà allo stesso tavolo degli Stati membri che ne criticano aspramente le politiche in tema di immigrazione. Francia, Spagna, Germania ma anche Malta, Austria, Grecia e Bulgaria i protagonisti del mini-summit 'informale' voluto da Juncker e convocato in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno prossimi. Con Parigi, Madrid, Berlino e La Valletta i maggiori attriti con l'Italia che, almeno sulla carta e nelle dichiarazioni ogni giorno più dure, sembrano finora incolmabili.


Sul tavolo del summit, e nelle intenzioni di Juncker, un estremo tentativo di mediazione fra i Paesi per evitare strappi insanabili e scongiurare il veto dell'Italia sulle conclusioni del Consiglio europeo. Centrale per il governo Conte la questione degli sbarchi - i cosiddetti 'primary movements', come li ha etichettati lo stesso premier - e la 'solitudine' del Paese in termini di operazioni di accoglienza. Difficile tuttavia convincere gli altri partner europei, a partire dalla proposta di creazione di cosiddetti hotspot (centri di protezione e accoglienza dei migranti) nei paesi di partenza e transito. Obiettivo dichiarato, arrivare a fronteggiare l'emergenza sbarchi in modo compatto affinché il problema dei 'movimenti secondari' finisca presto per appartenere al passato. Un obiettivo difficile da centrare, ma rispetto al quale Conte è deciso a far valere le proprie ragioni.



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