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Migranti bloccati in mare, l'appello delle Ong

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Migranti bloccati in mare, l'appello delle Ong

(Fotogramma /Ipa)

Appello di Sea Watch e Sea Eye per far sbarcare entro oggi a Malta i 49 migranti salvati nel Mediterraneo dalle due Ong tedesche. "Con il cattivo tempo in arrivo per stanotte, serve una soluzione entro il 2018 per evitare ulteriori rischi per la salute di quanti sono stati salvati", si legge in un comunicato congiunto delle due organizzazioni.


Una nave della Sea Watch ha salvato in mare 32 persone il 22 dicembre, mentre sabato un'altra della Sea Eye ne ha tratte in salvo 17. Finora tutti i paesi europei hanno negato lo sbarco o l'accoglienza. Le due Ong vorrebbero far scendere i migranti a Malta, chiedendo ad altri paesi europei di accoglierli successivamente.

Philip Hahn, capo della missione Sea-Watch 3, parla di migranti "tenuti in ostaggio" sulle navi per la mancata accoglienza. "Solo in Germania - ha affermato - più di 30 città hanno accettato di accogliere alcuni migranti. Il fatto che si trovino tutti ancora in mare è una confessione di fallimento per tutti i paesi membri dell'Ue".

Anche Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef Italia, si appella all'Italia e all'Europa, in particolar modo a Malta, perché accolga entro stanotte, come chiesto dalle due Ong tedesche, i migranti a bordo: "Sulla Sea Watch ci sono tre bambini piccoli, non restiamo indifferenti. Una situazione già difficile da 10 giorni - e ancor prima -, che rischia di aggravarsi con l'arrivo del maltempo. E' necessario più che mai uno sforzo di umanità. Si trovi un approdo per le due navi che hanno salvato 49 migranti nel Mediterraneo".

"Difficile tacere di fronte a un nuovo episodio del genere, storia che si ripete - sottolinea Iacomini all'Adnkronos -. Natale è passato, ora stiamo a cavallo del nuovo anno, pensiamoci... è triste che dei bambini siano lasciati in alto mare, non abbiano ancora un luogo dove trovare rifugio. Mi auguro che l'Europa - incalza - non resti ancora una volta indifferente e che prevalga il senso di umanità".

"L'ultimo dell'anno - osserva il portavoce Unicef - è il giorno in cui si fanno le classifiche, video e immagini che ripercorrono i fatti più importanti. Ma se c'è una cosa che bisognerebbe immortalare è che i bambini non si possono lasciare a largo in certe condizioni; che i bambini non possono essere vittime dei conflitti di mezzo mondo e che non possono pagare prezzi troppo alti per responsabilità non loro".



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