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May verso bocciatura

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May verso bocciatura

(Afp)

Theresa May sembra destinata alla sconfitta nel voto di domani sera alla Camera dei Comuni. La lettera con la quale Donald Tusk e Jean-Claude Juncker intendevano aiutare la premier, rassicurando il Parlamento britannico sul fatto che il 'backstop' per il confine irlandese sarà solamente temporaneo, non sembra avere sortito effetti. Rimangono un centinaio, secondo le previsioni di queste ore, i deputati conservatori e quelli del Democratic Unionist Party nordirlandese che si uniranno all'opposizione per bocciare l'accordo negoziato con Bruxelles, determinando la sconfitta del governo.


L'esito appare quindi scontato e la stampa britannica si esercita non più sulle possibilità del 'sì' all'accordo, ma sugli scenari che potranno nascere dalla probabile sconfitta della May. Nulla, al momento, sembra poter fermare l'orologio di una 'no deal Brexit', che scatterà inesorabilmente alle 24 (ora di Bruxelles) del 29 marzo. E' per questo che la premier, nel suo discorso di oggi da una fabbrica di Stoke-on-Tent, dove nel referendum del 2016 prevalse il voto per l'uscita dalla Ue, non ha più escluso categoricamente la proroga dell'Articolo 50.

Un passo ulteriore in questa direzione lo sta facendo una pattuglia di deputati, sia di maggioranza che di opposizione, che si oppongono allo scenario 'no deal'. In queste ore stanno mettendo a punto un piano per costringere la May ad estendere o revocare l'Articolo 50, nel caso il Parlamento non trovi un accordo sulle modalità di uscita dall'Unione europea.

Lo strumento, scrive il Times, sarà una proposta di legge che, se approvata, fermerà l'uscita automatica del Regno Unito dalla Ue. La legge assegnerebbe alla premier e al Parlamento sei settimane di tempo per trovare un accordo su come procedere lungo la strada della Brexit. Se non venisse raggiunta un'intesa, la legge obbligherebbe la premier a chiedere a Bruxelles una proroga dell'Articolo 50. In caso di rifiuto da parte della Ue, la premier avrebbe quindi l'obbligo di legge di ritirare unilateralmente la procedura dell'Articolo 50, secondo quanto stabilito recentemente anche dalla Corte europea di giustizia.

Dietro al piano per scongiurare l'incubo 'no deal', scrive il Times, c'è un gruppo di deputati conservatori, tra i quali figurano i nomi degli ex ministri Oliver Letwin, Nicky Morgan e Nick Boles. Se approvata, la proposta di legge non solo obbligherebbe la premier May a prorogare o revocare l'Articolo 50, ma modificherebbe anche il rapporto tra Parlamento e governo. Secondo la consuetudine, infatti, i deputati possono solamente respingere o approvare le leggi proposte dall'esecutivo, che ha l'esclusiva dell'iniziativa legislativa.



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