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May ce la fa: sì alla fiducia

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May ce la fa: sì alla fiducia

Theresa May (Fotogramma)

Dopo la sonora sconfitta sull'accordo con Bruxelles per la Brexit , il primo ministro inglese Theresa May ha superato la prova della sfiducia. La mozione, presentata ieri sera dal leader laburista Jeremy Corbyn, è stata respinta con 325 no, contro 306 sì.


Soddisfatta la premier britannica: "Sono pronta a lavorare con ogni membro di questa Camera per arrivare alla Brexit" ha detto May, dicendosi "felice che la Camera abbia espresso la sua fiducia". Il primo ministro inglese ha sottolineato che "continueremo a lavorare per realizzare il risultato espresso nel referendum" del 2016 "e lasciare l'Unione Europea". Il primo ministro punta infatti su "una serie di meeting tra governo e parlamentari" e si impegnerà in prima persona in una serie di incontri con i leader parlamentari.

"Ho proposto una serie di incontri tra i leader parlamentari e i rappresentanti del governo nei prossimi giorni - ha detto May - e vorrei invitare i leader di partito a incontri individuali già da stasera". Secondo quanto rivendicato dal primo ministro, "l'approccio del governo è di tenere questi incontri in uno spirito costruttivo e invito gli altri a fare la stessa cosa, ma dobbiamo trovare soluzioni che siano negoziabili e che abbiano il sostegno sufficiente in questa Camera".

Dal canto suo, il leader dei laburisti Jeremy Corbyn, ha replicato di non avere intenzione di avviare colloqui con la premier "se non rimuoverà chiaramente ed una volta per tutte" l'opzione di una Brexit "senza accordo". Martedì sera "la Camera ha respinto l'accordo del governo" ha affermato il leader laburista nella sua dichiarazione subito dopo il voto. "Una settimana fa, la Camera ha votato per condannare l'idea di una Brexit senza accordo", per cui, ha sottolineato Corbyn, "prima che ci possa essere qualsiasi discussione positiva sulla via per andare avanti, il governo deve rimuovere, in modo chiaro e una volta per tutte, la prospettiva di un catastrofico no deal e tutto il caso che ne conseguirebbe. Invito il premier a confermare adesso che il governo non tollererà un'uscita senza accordo della Gran Bretagna dalla Ue".

Intanto, nel corso della giornata sono stati presentati due progetti di legge per permettere un secondo referendum sulla Brexit dal deputato conservatore Dominic Grieve, un europeista che ha votato contro l'accordo con Bruxelles. Al momento i due progetti di legge non hanno possibilità di passare senza il sostegno del governo, nota la Bbc. E anche 71 deputati laburisti hanno firmato una lettera chiedendo un secondo referendum.

Da Berlino, la cancelliera tedesca, Angela Merkel ha esortato il governo britannico a farsi avanti, sottolineando che da parte di Bruxelles non ci saranno pressioni esterne e rimarcando che sta a Londra dire come si deve procedere. La cancelliera tedesca è stata tuttavia chiara: non possono esserci nuovi negoziati sull'accordo per la Brexit. E anche l'Eliseo ha rinnovato la sua contrarietà a rinegoziare gli accordi. Netto il capo negoziatore dell'Ue per la Brexit Michel Barnier secondo il quale una Brexit "ordinata resterà la nostra priorità assoluta", ma "nessuno scenario" può essere escluso. "Siamo appena a dieci settimane da fine marzo, cioè dal momento scelto dal governo britannico per diventare un Paese terzo. E mai il rischio 'no deal' è parso così elevato come oggi".



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