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Papa: "Lettera Maduro? Serve anche richiesta Guaidò"

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Papa: Lettera Maduro? Serve anche richiesta Guaidò

(AFP)

"Dalla segreteria di Stato potranno spiegare bene tutti i passi differenti che si possono fare, io prima del viaggio sapevo che stava arrivando col plico diplomatico una lettera di Maduro, questa lettera ancora non l’ho letta. E vedremo cosa si può fare. Ma perché si faccia una mediazione, ci vuole la volontà di ambedue le parti. Le condizioni iniziali sono chiare: che le parti lo chiedano, siamo sempre disposti. Come quando la gente va dal curato perché c’è un problema tra marito e moglie: va uno, 'e l’altra parte viene o non viene? Vuole o non vuole?'. Servono sempre ambedue le parti". Lo ha sottolineato il Papa, sul volo di ritorno dagli Emirati Arabi, rispondendo ad una domanda sulla crisi in Venezuela e in particolare sulla lettera di Nicolas Maduro.


"Servono sempre ambedue le parti - ha ribadito il Papa -. Questa è una condizione su cui i Paesi devono pensare prima di chiedere una facilitazione o la presenza di un salvatore o una mediazione. Ambedue le parti sempre". In generale, ha detto il Santo Padre, "ci sono piccoli passi, l’ultimo è una mediazione; sono piccoli passi iniziali, facilitatori, ma non solo dal Vaticano, tutta la diplomazia, vicinanza all’uno all’altro per avviare possibilità di dialogo, si fa così in diplomazia".

Inoltre, parlando della firma del documento sulla Fratellanza che ha contrassegnato il viaggio nella Penisola arabica, "il documento è stato preparato con tanta riflessione e anche pregando, il Grande Imam con la sua équipe e io con la mia. Abbiamo pregato tanto per riuscire a fare questo documento perché per me c’è un solo pericolo grande, in questo momento: la distruzione, la guerra, l’odio tra noi".

"Se noi credenti non siamo capaci di darci la mano, abbracciarci e anche pregare, la nostra fede sarà sconfitta. - ha osservato Bergoglio -.Questo documento nasce dalla fede in Dio che è padre di tutti e padre della pace e condanna ogni distruzione, ogni terrorismo. Il primo terrorismo della storia è quello di Caino. È un documento che si è sviluppato in quasi un anno, andata e ritorno, di preghiere".

Dopo la firma storica del documento quali potranno essere le conseguenze nel mondo islamico? E quali le conseguenze anche tra i cattolici? Considerato che c’è una parte di cattolici che accusa lei di farsi strumentalizzare dai musulmani. "Ma non solo dai musulmani - ha detto il Papa ridendo - mi accusano di farmi strumentalizzare da tutti, anche dai giornalisti. È parte del lavoro, ma una cosa voglio dirla. Dal punto di vista cattolico il documento non si è schiodato di un millimetro dal Vaticano II, è anche citato più volte. Il documento è stato fatto nello spirito del Vaticano II. Ho voluto, prima di prendere la decisione, di dire 'sta bene così e lo firmiamo così', almeno da parte mia l’ho fatto leggere da qualche teologo e anche ufficialmente dal teologo della Casa pontificia che è un domenicano, con la bella tradizione dei Domenicani, non di andare alla caccia delle streghe, ma di vedere la cosa giusta… e lui ha approvato. Se uno si sente male io lo capisco, non è una cosa di tutti giorni… ma non è un passo indietro è un passo avanti".

"Un passo in avanti che viene da 50 anni, viene dal Concilio e deve svilupparsi. Gli storici dicono: perché un Concilio abbia radici nella Chiesa ci vogliono 100 anni, siamo a metà strada. È questo che attira l’attenzione anche a me. Ho visto una frase, - ha osservato il Papa - ma questa frase non so se è sicura, ma è una frase del Concilio… anche a me ha sorpreso… Anche nel mondo islamico ci sono diversi pareri, ci sono alcuni più radicali altri no. Ieri nel consiglio dei saggi c’era almeno uno sciita, quello ha dato una universalità molto grande, ha parlato bene. Ci saranno anche tra loro delle discrepanze ma è un processo e i processi maturano".

Inoltre, tracciando un bilancio del viaggio, "interpreto tutti i gesti di benvenuto come gesti di buona volontà, ognuno li fa secondo le proprie culture. Cosa ho trovato qui? Una accoglienza così grande, che volevano fare di tutto, piccole cose e grandi cose, perché sentivano che la visita del Papa era qualcosa di buono. Qualcuno ha detto anche una benedizione… Dio lo sa… Ma loro volevano farmi sentire che io ero benvenuto" ha sottolineato il Papa.

Sul problema delle guerre, ha detto: "So che è difficile dare un’opinione dopo due giorni e aver parlato sull’argomento con poche persone. Io dirò che ho trovato buona volontà nell’avviare processi di pace. Questo l’ho trovato. Un comune denominatore delle cose di chi ho parlato sulle situazioni belliche". Quanto alla situazione nello Yemen: "Ho trovato buona volontà per avviare processi di pace".

"Sono arrivati inviti di altri Paesi islamici ma non c’è tempo quest’anno. Io o l’altro Pietro, qualcuno ci andrà" ha poi sottolineato il Papa sul volo di rientro dagli Emirati Arabi. Rispondendo ad una domanda sul documento storico firmato, Bergoglio ha detto: "Io so e ho sentito da alcuni musulmani che sarà studiato nelle università, almeno nella Al-Azhar di sicuro, e nelle scuole. Va studiato. Non imposto, ma studiato".

Quanto al fatto che a breve il Papa andrà in Marocco, ha osservato: "È un po' il caso la vicinanza dei due viaggi perché io volevo andare a Marrakech (alla Conferenza dell’Onu sulle migrazioni) ma c’erano cose protocollari e non potevo andare ad un incontro internazionale senza fare prima una visita al Paese, però non avevo tempo. E per questo abbiamo rimandato la visita. Ed è stato il segretario di Stato ad andare a Marrakech. È una questione diplomatica e di educazione, pure, ma non è una cosa pianificata. In Marocco seguo le tracce di san Giovanni Paolo II che è stato il primo ad andare. Sarà un viaggio gradevole".



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