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Strette di mano e sorrisi per il summit Trump-Kim

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Strette di mano e sorrisi per il summit Trump-Kim

(Afp)

Con una stretta di mano davanti a fotografi e telecamere, Donald Trump e Kim Jong-un sorridenti danno il via ad Hanoi al secondo vertice, dopo quello andato in scena a Singapore a giugno dello scorso anno. Per i due leader, un breve colloquio e poi la cena al lussuoso Metropole Hotel della capitale vietnamita. Nel corso della due giorni, il presidente Usa e il leader nordcoreano discuteranno la roadmap per liberare la penisola coreana dalle armi nucleari.


"E' un onore essere qui con il presidente Kim. Abbiamo avuto un primo vertice di grande successo, credo che questo avrà lo stesso successo o anche maggiore. Il nostro rapporto è davvero ottimo", le prime parole di Trump, seduto accanto a Kim. "Credo che il suo Paese abbia un enorme potenziale economico, incredibile, illimitato. Credo che il suo paese abbia un grande futuro, noi aiuteremo affinché questo si verifichi. Lei è un grande leader", ha aggiunto rivolgendosi al leader nordcoreano.
"Siamo stati capaci di superare tutti gli ostacoli e ora siamo qui. Ci sono stati malintesi, ma ora siamo qui", ha risposto Kim Jong-un, elogiando la "coraggiosa decisione" con cui Trump ha favorito l'inizio del dialogo tra Corea del Nord e Stati Uniti. "Nei 261 giorni trascorsi dal precedente summit - dice ancora Kim - sono stati necessari sforzi meticolosi ed è stata necessaria la pazienza. Ma ora siamo qui".

"Sarà una cena veloce, domani sarà una giornata ricca di impegni", ha quindi detto Trump prendendo posto accanto a Kim a tavola. "Tutti si trovano bene?'', chiede il presidente degli Stati Uniti rivolgendosi alla stampa ammessa in sala. "Domani abbiamo una giornata ricca di impegni, probabilmente sarà una cena veloce", dice Trump, ribadendo che "la nostra relazione è molto speciale".

Trump stamane ha continuato intanto a spingere sul tema del potenziale economico della Corea del Nord, sostenendo che il successo dei colloqui sulla denuclearizzazione, con il leader Kim Jong Un, potrebbero contribuire a trasformare il Paese in una "grande potenza economica". Il presidente Usa ha indicato il Vietnam come modello economico per Pyongyang, affermando che il Paese asiatico sta "fiorendo come pochi altri posti sulla Terra". La Corea del Nord, ha affermato Trump in un tweet, "se denuclearizzasse sarebbe lo stesso e molto in fretta". Il potenziale economico nordcoreano, ha aggiunto, "ha pochi eguali nella storia".

DA USA STOP A GIORNALISTI - Intanto la Casa Bianca 'stoppa' i cronisti e riduce il 'pool' di giornalisti incaricati di seguire l'inizio della cena ufficiale tra le delegazioni di Stati Uniti e Corea del Nord.

"Vista la natura sensibile degli incontri, abbiamo ridotto il pool per la cena ad un gruppo più ristretto ma abbiamo garantito la presenza di fotografi, tv, radio e giornalisti della carta stampata nella stanza. Continuiamo a negoziare aspetti di questo storico summit e lavoreremo sempre per garantire che i media americani abbiano il maggiore accesso possibile", le parole di Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca. All'inizio della cena, per la carta stampata assiste solo Vivian Salama, del Wall Street Journal, ammessa grazie alle proteste dei media accreditati contro l'esclusione integrale del pool. La decisione è stata presa dopo le prime due brevi apparizioni di Trump e Kim. Alle brevi battute dei leader sono seguite domande, che gli inviati americani hanno rivolto al presidente statunitense anche in relazione alle dichiarazioni che Michael Cohen, ex legale di Trump, si appresta a formalizzare in un'audizione alla Camera.

In particolare, il semaforo rosso è scattato per Jonathan Lemire dell'Ap e per Jeff Mason della Reuters. "Sono stati puniti per aver fatto domande -il loro lavoro- durante la prima apparizione di Trump con Kim Jong-un. Sono stati esclusi dal pool che avrebbe dovuto coprire la cena 'a causa della natura sensibile dell'incontro', come ha detto Sarah Sanders", afferma in un tweet Philip Rucker, del Washington Post.



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