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Brexit, Italia pronta in caso di 'no deal'

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Brexit, Italia pronta in caso di 'no deal'

(Afp)

Sono due i decreti legge già messi a punto dal governo italiano in caso di un'uscita senza accordo della Gran Bretagna dall'Unione Europea. A quanto apprende l'Adnkronos da fonti di Palazzo Chigi, il primo è stato preparato dal ministero dell'Economia e "ha come obiettivo quello di garantire la continuità operativa e la stabilità dei mercati e del settore finanziario, bancario e assicurativo, nonché la tutela di depositanti, investitori e clientela in generale".


Il secondo, spiegano le fonti, è stato messo a punto dal ministero degli Interni e riguarda i diritti dei cittadini britannici in Italia, per garantire in maniera permanente i diritti acquisiti a condizioni di reciprocità con i cittadini italiani nel Regno Unito. Il decreto legge prevede "il riconoscimento dello status di cittadino di Paese terzo solo per il fatto di essere iscritto all'anagrafe al 29 marzo 2019 con tutti i diritti ad esso collegati, quindi l’accesso al lavoro, alle cure mediche, allo studio e il diritto al ricongiungimento familiare". Dunque, "i britannici iscritti all'anagrafe al 29 marzo hanno 21 mesi di tempo, fino al 31 dicembre del 2020, per certificare la loro posizione", dicono le fonti.

Il terzo importante volet di intervento è quello del commercio, dove l'Agenzia delle dogane, in raccordo con i ministeri coinvolti, sta lavorando per "evitare colli di bottiglia nei porti e negli aeroporti, con un piano straordinario di assistenza alle imprese e di formazione per oltre mille funzionari e un dialogo continuo con gli operatori interessati".

E lunedì prossimo, in oltre 70 città italiane, si terrà il cosiddetto "Export day", un evento informativo per operatori e imprese a 11 giorni - salvo rinvii che saranno però decisi non prima della prossima settimana - dalla data di uscita della Gran Bretagna dalla Ue.

Parallelamente, le altre amministrazioni italiane coinvolte stanno lavorando alle disposizioni legislative nelle materie di loro competenza nell’ambito del piano collettivo europeo.



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